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venerdì, 9 Dicembre 2022

Lavoro e misure anti-Covid: successo nazionale per il modello di Confindustria Alto Adriatico e sindacati

09.07.2020 – 12.05 – Si è rivelato essere un successo il modello per la prevenzione al Coronavirus adottato nelle fabbriche del pordenonese il 21 aprile scorso, primo esempio di questo genere in Italia, sottoscritto da Confindustria Alto Adriatico e Organizzazioni Sindacali. Un elemento chiave nel successo di questo percorso, portato avanti dalle parti sociali, è stato il coinvolgimento dei lavoratori attraverso la partecipazione delle loro rappresentanze nelle attività di prevenzione non solo durante la prima fase, ma anche nella seconda, maggiormente complicata, quando nei luoghi di lavoro è stato necessario attuare le misure di prevenzione e modificare le consuete procedure lavorative. Questo esempio è stato poi seguito a livello nazionale, sia di Confidustria che dei sindacati e ha permesso di favorire la diffusione di misure preventive nelle aziende di minori dimensioni.

Il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha dichiarato, in merito al contratto territoriale: “L’accordo è stata precondizione necessaria sin dal principio degli eventi pandemici affinché i lavoratori potessero accedere agli stabilimenti pur in presenza di provvedimenti legislativi che già glielo consentivano. Diversamente le porte sarebbero rimaste chiuse. I risultati che ne sono seguiti sono frutto di una bilateralità di rapporti estremamente positiva e di una progettualità con i sindacati che avevamo cantierizzato ben prima del Covid-19, fattore accelerante per la loro concretizzazione anticipata. Un patrimonio, un lascito per il futuro”.

A seguito del raggiungimento dell’intesa l’Organismo Paritetico Provinciale (OPP) ha condotto una serie di ispezioni per verificare l’effettiva adozione delle misure di sicurezza previste, che si sono tutte concluse con esito positivo. Stando a Giuseppe Del Col: “ Le verifiche hanno riguardato le procedure di ingresso e di distanziamento sociale, la presenza di presidi come gel e mascherine nei posti di lavoro, la verifica della formazione del personale, le ispezioni dei luoghi di lavoro e dei locali con particolari criticità come mense e spogliatoi, le attività di sanificazione dei locali, la cartellonistica e la redazione dei Protocolli”.

Anche a livello nazionale c’è stata una forte attenzione per quanto concerne le misure preventive al Covid-19. Infatti, il 97 per cento circa delle aziende ha provveduto alla sanificazione dei locali e ha dotato i propri dipendenti di dispositivi di protezione individuale, nel 70 per cento circa dei casi sono state adottate modifiche alle procedure organizzative e sebbene sia stato raccomandato ma non reso obbligatorio dalle autorità sanitarie poco meno del 50 per cento delle aziende effettua la misurazione della temperatura corporea. L’attuazione di misure di prevenzione è stata più capillare al centro (51 per cento) e nel nord-ovest (52 per cento) mentre arrancano il nord-est (48 per cento) e il sud (46 per cento).

Questi ottimi risultati dovranno però essere mantenuti anche con l’arrivo della stagione autunnale per poterne effettivamente beneficiare sul lungo periodo, grazie anche all’attuale senso di responsabilità collettiva, nonché della stagione estiva; citando il Professor Crisanti: “In mia opinione per il momento ci sta salvando l’estate. Verso ottobre novembre il rischio di trasmissione aumenterà con un probabile rialzo dei casi se non siamo attenti”.

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