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mercoledì, 28 Settembre 2022

Il futuro dei traffici ai tempi del Covid-19: la rotta Marittima Artica

06.07.2020 – 07.30 – Il (difficile) sviluppo dei traffici marittimi ai tempi del Covid-19 e del cambiamento climatico sembra prefigurare per il futuro una sempre maggiore attenzione alla rotta Marittima Artica: il sogno – inseguito dalla spedizione perduta di Franklin del 1845 – di navigare attraverso i ghiacci dei Poli.
Specificatamente esistono tre vie principali attraverso la calotta polare: la rotta del Mare del Nord o Marittima Artica (NSR), lungo la costa russa dal Mar di Kara, lungo la Siberia, fino allo Stretto di Bering; la rotta a Nord Ovest (NWP) che attraversa l’arcipelago artico canadese; la rotta Marittima Transpolare (TSR) che taglia dritta il Polo Nord. Quest’ultima via è ovviamente impraticabile, ma s’ignora per quanto; il ghiaccio perenne sta infatti scomparendo a causa del cambiamento climatico.
Secondo uno studio di Intesa Sanpaolo, SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e IAI-Istituto Affari Internazionali, intitolato “Climate change impact, Maritime and Economic scenario, Geo-strategic analysis and perspectives“, tutte e tre queste rotte diventeranno fondamentali nel futuro, prefigurando una tipologia di traffico mondiale radicalmente diversa dal passato.

La direttrice artica infatti permette di collegare l’Europa del Nord e l’Asia, i porti dell’estremo oriente e del nord europeo: grazie a ragioni tanto geografiche, quanto politiche, perché un simile riassetto non sarebbe stato possibile senza l’influenza della Russia e negli ultimi anni anche della Cina.
Mentre i traffici crollavano in tutto il globo nei mesi di lockdown, la direttrice artica confermava invece un aumento dei passaggi: +15% tra gennaio-aprile 2020 lungo la rotta del Mare del Nord. E non era traffico russo, ma squisitamente cinese: la compagnia Cosco (terza al mondo per traffico container) era la più attiva in assoluto, con il 19% dei transiti complessivi. Come con la Nuova Via della Seta, la Cina continua a perseguire vie commerciali e implicitamente politiche slegate dall’egemonia angloamericana.
A proposito di questo riassetto, Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, ha osservato che “c’è una chiara tendenza a sviluppare anche la dimensione transoceanica della rotta artica per collegare Asia ed Europa, prospettiva che va letta in relazione alle ingenti riserve energetiche di petrolio e gas e al crescente interesse della Cina”.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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