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domenica, 2 Ottobre 2022

Diritto 4.0, assicurazione del veicolo: da luglio ripartiamo dalle basi

06.07.2020 – 15.00 – Arriva il nuovo contratto “base” di assicurazione dei veicoli.
Il Ministero lo ha scritto (immagino sotto dettatura delle imprese d’assicurazione, come capirai all’ultimo paragrafo) e verrà utilizzato da luglio 2020.
Questo contratto serve per assicurare la circolazione dei veicoli a motore, come le autovetture, i motocicli ed i ciclomotori esclusivamente “ad uso privato”.
La prima importante novità è che, prima di firmare, se si chiedono i preventivi a più di un’assicurazione, i preventivi saranno tutti scritti secondo lo stesso schema e sarà così possibile confrontarli con facilità.
Il nuovo contratto dà alcuni interessanti chiarimenti per risolvere i casi dubbi. Ad esempio, mentre è ovvio che sono assicurati i danni causati durante la circolazione del veicolo, viene chiarito che sono coperti anche i danni accaduti durante la sosta, la fermata o, comunque, il movimento del veicolo.
Inoltre, viene chiarito che non sono assicurati i rischi della responsabilità per i danni causati dalla partecipazione a gare o competizioni.

Ci sono poi le “esclusioni”, cioè i casi in cui i danni non sono coperti dall’assicurazione. Ad esempio, non sono assicurati i danni causati dal conducente che non sia abilitato alla guida, magari perché ha esaurito i punti sulla patente; se alla guida c’è una persona che fa “scuola guida”, deve essere affiancato da un istruttore abilitato; inoltre, non sono assicurati i danni causati da persone che guidano in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.
In caso di “esclusione”, l’assicurazione paga il danno, ma poi chiede i soldi al guidatore. Cioè, “agisce in rivalsa”.
Fai attenzione perché l’impresa può chiedere i soldi anche al proprietario del veicolo che non stava guidando; e il proprietario dovrà pagare a meno che non dimostri che il veicolo è stato utilizzato contro la sua volontà.

Un altro tema delicato sono le dichiarazioni inesatte o le omissioni, che l’assicurato fa all’assicurazione: possono portare alla perdita totale o parziale del diritto all’indennizzo. Inoltre, l’Assicurato deve dare comunicazione scritta di ogni aggravamento del rischio.
Due parole sulla durata: l’assicurazione sarà preferibilmente di durata annuale e si estenderà dalle 24.00 del giorno in cui si effettua il pagamento, fino a 15 giorni dopo la scadenza.
E se vendi l’auto? Ci sono due possibilità: o chiedi il rimborso del premio per il tempo residuo non utilizzato o, se hai comprato un nuovo veicolo, puoi sostituire il contratto con uno nuovo.
Ogni anno l’assicurazione deve spedire l’”attestato di rischio”, necessario per chiedere preventivi ad altre assicurazioni. Viene poi ricordato l’obbligo di denunciare ogni incidente entro tre giorni utilizzando un modulo approvato dall’IVASS e reperibile in internet. In caso di ritardata comunicazione, se il ritardo ha aggravato la posizione dell’assicurazione, sarà l’assicurato a dover pagare per il ritardo.

Infine, una clausola destinata a far discutere e che può essere spiegata solo con l’incapacità del governo di tutelare i cittadini: l’assicurazione ha diritto a gestire la lite con il danneggiato e sarà lei a nominare gli avvocati e i tecnici.
In pratica, invece d’andare da un avvocato di propria fiducia, si verrà difesi da un legale scelto dall’assicurazione, il quale avrà sicuramente stipulato con l’assicurazione una convenzione sul suo compenso. Cioè, è molto probabile che si tratterà di un avvocato pagato ben al di sotto ai parametri ministeriali e che, pertanto, lavorerà “al risparmio”.

Ti lascio immaginare la gravità di questa clausola, soprattutto per i procedimenti penali, in cui chiunque di noi potrebbe essere coinvolto e vorrebbe essere difeso “al meglio” da un legale di propria fiducia. O, più banalmente, pensa al problema della “classe di merito” dell’assicurato: quando è l’assicurazione a decidere se risarcire, potrebbe farlo in base alle proprie politiche di bilancio, anche se ciò ti causerà un ingiusto aumento del premio.
(Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 11 marzo 2020, n. 54).

[g.c.a.]

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