DDL Zan sull’omotransfobia: “Liberticida e assurdo” [lettera firmata]

13.07.2020 – 17.41 – Sul disegno di legge Zan relativo all’omotransfobia, in risposta all’articolo pubblicato sulle opinioni del Consigliere comunale indipendente Fabio Tuiach e sul decreto in oggetto un lettore ci scrive.

“Spett. redazione
Il DDL Zan è un DDL liberticida e assurdo. Buono per paesi come la Corea del Nord o l’Iran, non per un paese democratico.
Per capire il suo delirio, basta guardare ai titoli dei giornaloni che lo sostengono. ‘L’odio verso i gay e i trans diventa reato’, titolava Repubblica alcuni giorni fa. Peccato che l’odio sia un sentimento e non un reato. Se dovessimo andare in galera per l’odio, non si salverebbe nessuno. Soprattutto dovrebbero finire in carcere le associazioni che sprizzano odio e veleno da tutti i pori. Ma ammettiamo pure di punire chi ‘odia’. Il problema è stabilire cosa sia l’odio, dove inizi e dove finisca. E questo lascia adito ad ogni interpretazione di parte. Faccio solo un esempio.
Lo scorso anno l’arcivescovo di Pavia fu invitato a parlare in una scuola. Interrogato da uno studente sulle tendenze gay, rispose affermando la dottrina del catechismo della Chiesa cattolica. E cioè che le tendenze omosessuali sono oggettivamente disordinate e uno non dovrebbe seguirle, anche se le ha. Il giorno dopo, il capo dell’Arcigay della zona dichiarò alla stampa che il vescovo ‘incitava all’odio’ verso una minoranza.
In realtà il Vescovo non aveva incitato all’ odio verso nessuno, ma solo espresso un suo giudizio sul comportamenti che lui (e pure tanti omosessuali non-gay) ritengono sbagliati e immorali. Affermare che chi parla così ‘incita all’odio’ sarebbe come affermare che chi dice che non bisogna mangiare troppo incita all’odio verso gli obesi.
Eppure il vescovo è stato bollato come istigatore all’odio. Se fosse stata già in vigore la legge contro la ‘Omotransfobia’, si sarebbe trovato davanti ai giudici, rischiando 6 anni di carcere.
Se passa il DDL Zan, ognuno sarà libero di affermare che qualcun altro incita all’odio. Come minimo, si troverà nei tribunali, e dovrà discolparsi spendendo migliaia di euro in avvocati. È già successo a Silvana De Mari e la legge ancora non c’era. Figurarsi poi.
Se non credete a me, credete almeno alla Maiorino, una delle promotrici del DDL: il 7 luglio la senatrice arcobaleno si è di nuovo rammaricata del fatto che non ci sia il reato di ‘propaganda di idee’ nel progetto di legge e quindi ‘teme’ che organizzazioni come Pro Vita & Famiglia possano continuare a esprimersi (sic!). Tuttavia, ha subito aggiunto: ‘Avendo inserito il reato di incitamento all’odio, lì prendiamo tutto’. Penso che anche e soprattutto i giornali dovrebbero ribellarsi a questo DDL, osceno e fascista. Anche se tutti cercate di stare nel ‘politicamente corretto’ per evitare rogne, basta poco per sgarrare e ritrovarsi davanti ai giudici. Cordiali saluti”

dott. Angelo Mandelli