Rotta Balcanica, Sap su dichiarazioni di Lamorgese: “Bisogno di più attenzioni”

14.07.20-16.40- Il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, durante la sua visita a Trieste, ha parlato anche di rotta balcanica, dichiarando che “la cooperazione con la Slovenia è buona, bisogna migliorare i controlli”. Per il ministro, quindi, in questo momento la priorità va principalmente alla sicurezza che assicuri i cittadini nei confronti di eventuali positivi. Alle dichiarazioni della Lamorgese vuole rispondere il S.A.P. con il seguente comunicato:

“Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni del Ministro dell’Interno Lamorgese, al termine della visita di ieri a Trieste, che non esiste emergenza “rotta balcanica” o meglio che la “rotta balcanica sta andando abbastanza bene”. Effettivamente dalla rotta balcanica i flussi stanno andando molto bene ed hanno  raggiunto cifre ragguardevoli, solo per citare alcuni numeri, da metà maggio a oggi,la sola Polizia di Frontiera di Trieste ha rintracciato oltre 930 clandestini, a Udine nello scorso fine settimana ne sono stati individuati oltre 150. Per il SAP, la questione immigrazione in questi territori è un’emergenza e come tale deve essere sostenuta dall’Esecutivo, avevamo chiesto rinforzi, oggi la polizia frontiera terrestre di Trieste è sotto organico di oltre 20 unità, ma i quaranta uomini promessi nessuno li ha visti, avevamo chiesto strutture idonee e mezzi adeguati per quella tipologia di servizio, ma ad esclusione di un paio di mezzi e una tensostruttura per il triage a Fernetti null’altro si è mosso. E’ chiaro che i media nazionali danno poca attenzione a quanto avviene in queste  terre ma i numeri dicono ben altro, rispetto allo scorso anno il numero degli  ingressi è più che raddoppiato e se pur vero che, da metà maggio, data della sigla dei nuovi accordi con la Slovenia, le riammissioni sono aumentate, non raggiungono nemmeno la metà dei rintracci effettuati.
Anche sull’emergenza COVID-19, avevamo chiesto al Ministro un minimo di attenzione e che facesse visita ai ns colleghi impegnati in prima linea, avevamo chiesto anche, come dovevamo comportarci all’indomani dell’ordinanza emessa dal Ministro della Salute che “ha vietato l’ingresso e il transito in Italia alle persone che nelle ultime due settimane hanno soggiornato o transitato in una lista di 13 paesi tra cui Macedonia del Nord e Bosnia Erzegovina”, nel momento in cui vengono rintracciati e identificati dei clandestini provenienti per certo dalla rotta balcanica e quindi attraverso uno o più dei 13 paesi presenti nella black list. Niente di tutto questo, solo dichiarazioni di facciata e belle promesse mai mantenute.”

Anche il deputato di Forza Italia Roberto Novelli afferma: ““Affermare che la rotta balcanica ‘sta andando abbastanza bene’, come ha fatto ieri il ministro degli Interni Lamorgese, significa non avere contezza della realtà. Le cronache e i numeri, seppur non precisi, dicono altro: l’incremento di ingressi in Friuli Venezia Giulia si aggira intorno al 300% rispetto all’anno scorso e alla cronica questione legata alle politiche d’accoglienza si somma in questi giorni quella sanitaria: gran parte dei nuovi casi di covid provengono dai paesi balcanici e un surplus di controlli non deve essere letto come razzismo, ma come cautela. Tanto più che il presidente del Veneto Zaia ha parlato di un virus ‘serbo’ molto più aggressivo di quello circolante oggi in Italia. Grazie alle misure di contenimento e al senso di responsabilità dei cittadini il Friuli Venezia Giulia è riuscito a limitare la diffusione del Sars-Cov-2: sforzi che non possono essere sprecati in nome di un solidarismo di maniera. La nostra regione sta diventando la porta d’ingresso di consistenti flussi migratori provenienti dall’Asia e dall’Africa: se non vogliamo che diventi una nuova Lampedusa è necessario che il governo prenda atto della situazione, faccia fronte alla carenza di agenti di polizia e li integri con ulteriori contingenti militari. Gli sbarchi via mare continuano a fare più notizia, e proprio in ragione del minor clamore riscosso la rotta balcanica sta diventando sempre più utilizzata dai trafficanti di uomini: necessario intervenire prima che l’urgenza diventi emergenza”.

[m.p.]