12 luglio, Schergat e Gulli: oggi una doppia ricorrenza

12.07.2020 – 10.00 – Un giorno dalla doppia ricorrenza, quello di oggi, che si estende dal ricordo di un eroe di guerra che riuscì a sopravvivere al secondo conflitto mondiale, a quello di un rappresentante della marina italiana, che la vita la perse a guerra mondiale – la prima – ormai finita.
Una persona buona, riservata e umile. E che gli universitari ormai un po’ agée ricorderanno quale stimato bidello presso l’Università cittadina. Il 12 luglio di cento anni fa nasceva Spartaco Schergat, nome a cui è legata l’impresa di Alessandria d’Egitto, compiuta nella notte fra il 18 e il 19 dicembre del 1941, quando sei uomini della Xª Flottiglia MAS della Regia Marina, a bordo di tre “maiali” entrarono nel porto della città egiziana per affondare due navi da guerra inglesi e danneggiarne altrettante. Due di essi erano Spartaco Schergat di Capodistria e Antonio Marceglia da Pirano. «L’Italia a Schergat non aveva saputo offrire niente di più che un posto di custode presso l’Università cittadina – racconta chi lo conosceva – ma egli era soprattutto una Medaglia d’Oro al Valor Militare». I due attaccarono la corazzata Queen Elizabeth, alla quale agganciarono la testata esplosiva del loro maiale, per poi riuscire a raggiungere terra ed allontanarsi rapidamente. La loro fuga però durò poco, infatti già il giorno successivo furono catturati in seguito ad un uso improprio di banconote fuori corso, delle quali erano stati improvvidamente forniti dal servizio segreto militare italiano. Schergat trascorse la sua prigionia in un campo inglese in Palestina per poi rientrare a Capodistria a guerra finita, da dove fu poi costretto all’esilio a Trieste. La comunità della Fameia Capodistriana lo ricorderà oggi alle ore 17, nel Cimitero ex Militare di Sant’Anna davanti al suo monumento funebre, con una piccola cerimonia nel rispetto delle norme anti Covid. Verrà deposta una corona di alloro e letto un breve ricordo dell’eroe nativo di Capodistria.

Era il 12 luglio del 1920, invece, quando a Spalato il capitano di corvetta Tommaso Gulli veniva ferito a morte in una manifestazione antitaliana. Gulli, cui è dedicata una parte delle rive di Trieste, una volta finita la prima guerra mondiale si trovava a Spalato, uno fra i tanti porti della Dalmazia momentaneamente occupata dalle forze alleate. Città che, in quei giorni convulsi e aspri successivi alla Grande Guerra, era in preda a tumulti anti-italiani. Il 12 luglio, avuto notizia che i suoi ufficiali erano stati assaliti a terra da una folla di dimostranti, Tomaso Gulli provò a recarsi a riva nel tentativo di sedare gli animi e per evitare quindi una rappresaglia da parte dei suoi uomini, ma cadde sotto le bombe a mano scagliate dalla popolazione di etnia croata. Un’azione che, in ossequio ai principi della dinamica, a Trieste scatenò il giorno successivo la reazione degli italiani con seguente assalto dell’hotel Balkan. Due granelli di sabbia destinati a formare la montagna delle tragedie del novecento.

g.p