Potenza fatale per la Triestina, 1-0 al 94′ con França ma arbitro poco…Vigile

10.07.2020 – Si conclude al Primo Turno della Fase Nazionale il cammino nei playoff promozione della Triestina, caduta senza meritarlo sul campo del Potenza. Vincono 1-0 i lucani, che segnano nel modo più crudele: il gol arriva infatti dall’ex della partita, il 40enne Carlos França, che colpisce senza diritto di replica. La classica rete dell’ex giunge infatti a tempo praticamente scaduto, con la Triestina che non può più trovare il pari (che comunque gioverebbe poco o nulla agli uomini di Gautieri, visto che anche il pari avrebbe qualificato i padroni di casa), dopo aver sfiorato in diverse occasioni il gol, negato solo dai legni in due distinte circostanze. Come se non bastasse, nella ripresa, manca anche un rigore: insomma, per l’Unione i motivi per recriminare ci sono tutti.

Potenza – Triestina 1-0: la cronaca

Giunti nel pomeriggio, dopo il volo con il jet messo a disposizione alla squadra dal presidente Biasin, gli uomini di Gautieri scendono in campo disposti nel consueto 4-3-3 del tecnico partenopeo, che schiera Steffè in mediana al posto dello squalificato Giorico e Gatto nel tridente offensivo, in luogo di Procaccio che parte dalla panchina, confermando invece i restanti nove uomini rispetto alla vittoriosa trasferta di Bressanone. Il Potenza si schiera a tre in difesa: Giosa è il perno centrale, con Sales ed Emerson ai suoi fianchi. L’ex di turno, Carlos França – capitano dei lucani – non è nell’undici iniziale, ma parte dalla panchina. Al suo posto, Raffaele sceglie Murano, con Golfo e Ricci a ispirarlo.

È il Potenza a partire meglio, con Murano – innescato addirittura da un lancio lungo del proprio portiere Ioime – a lanciarsi in profondità, venendo fermato dall’uscita bassa di Offredi dopo appena 4′. I padroni di casa continuano a lavorare meglio il pallone, pur non presentandosi quasi mai davanti a Offredi, ma la Triestina inizia a uscire alla distanza: Gomez spizza un filtrante tagliato di Sarno, trovando l’intervento di Ioime; Lodi cerca invece il mancino dalla distanza, che sorvola la traversa. L’Unione guadagna ora campo, con il Potenza che rimane sornione ad attendere qualche distrazione alabardata per poterla punire, ma le azioni che fanno sussultare sono poche: Steffè, al 33′, viene servito da Sarno e conclude angolato in porta, trovando l’intervento di Ioime, mentre al 44′ il Potenza torna a farsi vedere davanti con un calcio piazzato dello specialista Emerson che trova la capocciata di Silvestri, che manda la sfera lontanissima dalla porta. Si chiude così il primo tempo, con una Triestina che prova a dar seguito alle dichiarazioni della vigilia facendo la partita, mentre il Potenza si affida a qualche ripartenza e ai piazzati di Emerson, senza che però la palla attraversi la porta.

L’avvio di ripresa è decisamente più frizzante: subito Ricci, dopo poco più di 1′, impegna Offredi con un rasoterra dopo essersi accentrato dalla sinistra. Al 3′ c’è una punizione per la Triestina e, inevitabilmente, il mancino di Lodi pronto a pennellare. L’estremo difensore avversario Ioime è battuto, ma la palla, incredibilmente, colpisce la traversa, con il gol che continua a negarsi agli alabardati. Maracchi lascia il posto a Procaccio, con Gautieri che prova ora ad accelerare e con la Triestina che tiene saldamente il pallino del gioco, senza però trovare spazi nella difesa lucana, chiusa a riccio a tutela della propria trequarti. Le sostituzioni non cambiano la fisionomia della partita, fino all’80’, quando Gautieri toglie un’altra mezzala, il mulo Steffè, facendo entrare l’attaccante Mensah. E pochi minuti dopo c’è l’episodio più discutibile di tutta la partita: Sarno calcia a colpo sicuro, ribattuto dalla difesa; Procaccio ribatte con il mancino, trovando la deviazione di Ioime sulla traversa. La palla è ancora lì, con Procaccio pronto a ribattere che viene però platealmente spinto a terra con entrambe le mani da un difensore avversario. Il rigore è nettissimo, ma non per Vigile (evidentemente soltanto di nome e non di fatto) che, pur portando il fischietto alla bocca, lascia correre. La lucidità ora latita e la generosa Triestina viene beffata dall’astuto Potenza: siamo al 94′ quando, in contropiede, l’ex di turno Carlos França beffa Offredi, ponendo di fatto fine alla partita e al cammino della Triestina nei playoff.

Potenza – Triestina 1-0 (França 94′).
Potenza (3-4-2-1): Ioime; Sales, Giosa, Emerson; Viteritti (86′ Sepe), D’Angelo (65′ França), Coppola, Silvestri; Ricci (75′ Volpe), Golfo (46′ Coccia), Murano (65′ Dettori). A disposizione: Santopadre, Brescia, Panico, Gassama, Longo, Souare, Iacullo.  Allenatore: Raffaele.
Triestina (4-3-3): Offredi; Formiconi (70′ Laverone), Signorini, Lambrughi, Brivio; Steffè (80′ Mensah), Lodi, Maracchi (53′ Procaccio); Sarno, Gomez, Gatto (70′ Granoche). A disposizione: Rossi, Matosevic, Tartaglia, Scrugli, Cernuto, Salata. Allenatore: Gautieri.
Arbitro: Vigile (Cosenza). Assistenti: Cataldo (Bergamo), Ceccon (Lovere). IV Uomo: Longo (Paola).
Note: Serata non eccessivamente calda, terreno di gioco sintetico. Ammoniti: Brivio, Lodi, Signorini, Lambrughi (T), Ricci, Viteritti, Silvestri (P) per gioco falloso, Matosevic (T) dalla panchina per comportamento non regolamentare. Recupero: 2′ e 5′.

Archiviata la stagione, correggere gli errori e ripartire dalle certezze conquistate dopo gennaio

Sconfitta amara, quella della Triestina, che non meritava questo amaro calice. Esce sconfitta da un Viviani che, almeno stando alle regole, avrebbe dovuto essere vuoto (quando invece, a ridosso delle due panchine e in particolare intorno a quella alabardata, si contavano molte presenze non autorizzate a creare scompiglio, difficile che fossero tutti tesserati del Potenza), ma ne esce a testa altissima – tanto che in nottata una delegazione di tifosi ha atteso i calciatori a Ronchi dei Legionari, per salutarli e ringraziarli dell’impegno profuso in queste partite – con qualche recriminazione. Il rigore non concesso a Procaccio, che il direttore di gara ha quasi sicuramente visto, dal momento che ha portato alla bocca il fischietto, sarebbe stato il giusto contrappeso per la traversa appena colpita dallo stesso Procaccio e per quella colpita da Lodi qualche minuto prima, ma vi sono momenti in cui la sorte pare accanirsi e non c’è nulla da fare per sovvertirla.

Si chiude così, per la Triestina, una stagione alquanto strana: l’inizio stentato con mister Pavanel e l’interregno di Princivalli, prima dell’arrivo di Gautieri e dei cambiamenti fatti a gennaio nella rosa, hanno sicuramente influito: se il cammino dell’Unione fosse stato continuo dall’inizio della stagione, così come lo è stato poi nelle ultime gare prima della sospensione forzata del campionato, oggi probabilmente non si starebbe commentando la sconfitta di Potenza, perché la Triestina sarebbe giunta più in alto in classifica e questo le avrebbe permesso di entrare in corsa più avanti nei playoff (o, addirittura, di venire promossa direttamente). Ma siamo solo nel campo delle ipotesi, che servono a poco, se non ad autoflagellarsi per quello che sarebbe potuto essere: è certo che qualcosa, nella prima parte di stagione, è andato storto. Milanese ha comunque il polso della situazione e il suo intervento a stagione in corso, con l’arrivo di Gautieri in panchina e di giocatori funzionali ed esperti in campo (Signorini, Brivio, Lodi, Sarno, Tartaglia) e la partenza di calciatori che non si erano integrati nella rosa o nel modulo del mister, pare aver raddrizzato una situazione complessa. La Triestina aveva inanellato diversi risultati positivi, risalendo la classifica e rimettendosi in corsa, prima che accadesse l’imponderabile. La stagione si è conclusa qui e piangere sul latte versato è inutile: bisogna invece riflettere su come la bottiglia si sia potuta rovesciare e impedire che accada ancora una volta, per ripartire, la prossima stagione, dalle certezze, correggendo gli errori che hanno compromesso l’annata alabardata sin dall’inizio.