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lunedì, 15 Agosto 2022

Patti finanziari Stato-Regione, Giacomelli (FdI): “Rischiamo di essere un vaso di coccio fra vasi di ferro”

23.06.2020 – 16.46 – “Il rischio che corre la nostra regione è quello di partecipare alla crisi ma di non poter accedere agli strumenti per combatterla; di partecipare alla malattia, insomma, ma di non partecipare alla cura“. È quanto dichiarato dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Friuli Venezia Giulia, Claudio Giacomelli, durante il dibattito sui patti finanziari fra Stato e Regione. “E mi riferisco”, spiega Giacomelli, “all’obbligo di contribuire agli obbiettivi di finanza statale, obbiettivi che però lo stato non persegue più. E del divieto di indebitamento della regione per spese a favore delle nostre imprese, quando potremmo indebitarci a tassi molto più favorevoli di quelli dello stato”.

“La crisi”, ha affermato Giacomelli, “ha portato ulteriori elementi di discussione e riflessione sul rapporto Stato-Regione e su quello tra Stato e Regioni a Statuto speciale. Vi è il preconcetto, nella burocrazia ministeriale, di ritenere che le Regioni a statuto speciale siano tutte uguali e godano degli stessi privilegi, mentre invece sono profondamente diverse le une dalle altre per nascita, origine, esigenze, problemi e opportunità. Il Friuli Venezia Giulia”, ha proseguito il Capogruppo, “ha caratteristiche territoriali per cui tutte le debolezze endemiche dello Stato, quali un fisco non competitivo, l’alto costo del lavoro o il controllo sulla concorrenza e sul rispetto della normativa, si accrescono sul nostro territorio regionale creando delocalizzazioni, dumping transfrontaliero e concorrenza sleale. A fronte delle nuove richieste di autonomia avanzate da altre regioni, dobbiamo chiederci quali rischi corre la nostra. Io credo che rischiamo di diventare il classico vaso di coccio tra i vasi di ferro. Siamo infatti una regione che, per peso economico e demografico, non può prosperare schiacciata fra grandi regioni con nuove forme di autonomia e Stati esteri fiscalmente vantaggiosi come la Slovenia e l’Austria”.

[c.s.]

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