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martedì, 4 Ottobre 2022

Palestre tra pulizia e disinfezione: regole, metodi e costi

16.06.2020 – 10.30 – Con la riapertura di buona parte delle attività commerciali e produttive, l’Italia è entrata nel vivo della Fase due, ormai a buon diritto rinominata Fase tre. Una ripartenza doverosa e necessaria ma, tuttavia, per nulla semplice. Chi ha un’attività si ritrova infatti ora a destreggiarsi tra il far rispettare le misure di sicurezza da un lato, e tra il mettere in pratica le procedure di sanificazione dall’altro. Tra queste, un caso particolare, proprio alla luce dell’attività che vi viene svolta, è rappresentato dalle palestre.
Quali sono esattamente le procedure da seguire ed i relativi tempi e costi? Ne parliamo con Edoardo Fabiani che con la sua impresa, Omniservice, opera da molti anni nel campo della pulizia e della disinfezione.

“Innanzitutto”, precisa Fabiani, “va fatta una distinzione: l’attività di pulizia è l’operazione che consente di eliminare lo sporco dalle superfici, in modo da renderle visibilmente pulite. L’attività di disinfezione è il complesso dei procedimenti atti a disinfettare le superfici ambientali mediante la distruzione o inattivazione di agenti patogeni”. Si sottolinea quindi “che la sola pulizia (detersione), anche se correttamente eseguita, non è sufficiente a garantire la totale eliminazione degli agenti patogeni, i quali aderiscono tenacemente alle superfici, anche quelle apparentemente più lisce. La fase di disinfezione è, quindi, sempre indispensabile per consentire l’efficace abbattimento della carica patogena negli ambienti e sulle attrezzature”.

Nello specifico, tutte le operazioni di sanificazione vengono descritte da una normativa di riferimento del Ministero della Salute e possono essere eseguite solo da imprese con un codice Ateco specifico e determinate caratteristiche professionali. Ecco quindi le misure – di sicurezza e di igiene – previste per la riapertura delle palestre:

  • Predisporre una adeguata informazione su tutte le misure di prevenzione da adottare;
  • redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (ad esempio tramite prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni;
  • mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
  • potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
  • organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno un metro (ad esempio prevedendo postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi;
  • regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: di almeno un metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, di almeno due metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa);
  • dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita;
  • dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura dovrà assicurare la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati, gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non dovranno essere utilizzati;
  • garantire la frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più volte al giorno ad esempio tra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione degli spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata;
  • non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali asciugamani, accappatoi o altro;
  • utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo: tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda, inoltre, di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali;
  • per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
Edoardo Fabiani

Un lungo e dettagliato elenco che per essere messo adeguatamente in pratica comporta chiaramente alcuni costi sia in termini di tempo che di denaro. Come spiega Fabiani, nel primo caso, per la sanificazione sia dell’ambiente in generale che di ogni singolo attrezzo, una volta scaglionati gli atleti, il personale avrà il tempo sufficiente per disinfettare tutto. Nel secondo caso, invece, il costo potrebbe variare da alcune decine di euro, come nel caso della disinfezione in proprio, a migliaia di euro, come nel caso di imprese con dipendenti. Per quest’ultime il consiglio è l’ausilio di imprese certificate e il rilascio (anche se non richiesto) di un attestato di avvenuta disinfezione, che conterrà la data certa dell’intervento, i dati dell’impresa che effettua la sanificazione, l’autorizzazione, e le fasi dell’intervento.

Da un punto di vista pratico, invece, quali sono le azioni di pulizia e disinfezione, nonché i prodotti da utilizzare? “Pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti e così via”. Spiega ancora Fabiani, “disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati; garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria”. Per quanto riguarda i prodotti invece:

  • Per le superfici in pietra, metalliche o in vetro escluso il legno: detergente neutro e disinfettante virucida – sodio ipoclorito 0,1 per cento o etanolo (alcol etilico) al 70 per cento o altra concentrazione, purché sia specificato virucida;
  • superfici in legno: detergente neutro e disinfettante virucida (contro i virus) a base di etanolo (70 per cento) o ammoni quaternari (es. cloruro di benzalconio; DDAC);
  • servizi: pulizia con detergente e disinfezione con disinfettante a base di sodio ipoclorito almeno allo 0.1 per cento sodio ipoclorito;
  • tessili (es. cotone, lino): lavaggio con acqua calda (70°C-90°C) e normale detersivo per bucato; in alternativa: lavaggio a bassa temperatura con candeggina o altri prodotti disinfettanti per il bucato.

Infine, se da un lato la responsabilità del rispetto delle misure di igiene e sicurezza è di chi ha e gestisce l’attività, dall’altro, è bene che anche gli stessi utenti, oltre che le specifiche misure di igiene e sicurezza, seguano alcuni accorgimenti semplici ma fondamentali. “Lavarsi le mani spessissimo” conclude Fabiani “a mio avviso è il protocollo numero uno da seguire. E sopratutto mai mettersi le mani in bocca, naso e occhi“.

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