Narcotraffico: nell’organizzazione anche due corrieri residenti a Latisana e Duino

11.06.20-13.30- Dopo la notizia di questa mattina sul maxi blitz di un traffico internazionale di cocaina ed eroina, emergono notizie più approfondite dalla conferenza stampa avvenuta poco fa. Le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Trieste e svolte dalla Polizia di Stato, infatti, hanno consentito al G.I.P. del Capoluogo giuliano di emettere Ordinanza applicativa della custodia cautelare a carico di 26 soggetti, parte dei quali all’estero, indagati a vario titolo di associazione per delinquere e detenzione a fini di spaccio di considerevoli quantità di cocaina ed eroina. Nel corso della mattinata sono scattati gli arresti, due dei vertici dell’organizzazione sono stati arrestati in Olanda. Oltre a ciò sono state effettuate perquisizioni nei confronti di altri soggetti dalle Squadre Mobili delle città di Milano, Brescia e Piacenza.

I corrieri di droga, entrambi italiani (un 40enne di origini campane ed un 62enne friulano)
rispettivamente residenti nelle provincia di Trieste e di Udine facevano capo ad
un’organizzazione albanese la cui sede di smercio della droga è stata individuata nella
città di Rotterdam e con cellule sparse in diversi centri italiani; lo stupefacente, introdotto in territorio nazionale occultato in vetture attrezzate con doppi fondi, veniva poi consegnato  presso i vari referenti territoriali che si occupavano di spaccio. Oltre alla cessione di stupefacente a cellule di nazionalità albanese (ad eccezione di due italiani, uno ligure e uno calabrese), i due corrieri hanno gestito autonome reti di spaccio a favore di fidati clienti residenti nella provincia di Trieste e nelle provincie di Vicenza, Treviso e Pordenone.

Le indagini sono state avviate a seguito delle dichiarazioni rese nel gennaio 2018 dal
corriere di origini campane, coniugato con una donna albanese (anch’essa sottoposta,
nell’operazione in questione, alla misura degli arresti domiciliari) entrambi residenti a
Duino (TS); il corriere, preoccupato dall’accusa dell’organizzazione criminale, a suo dire
infondata, d’essersi appropriato di un carico di 14 kg. di cocaina, dopo esser stato trattenuto a Rotterdam ed “interrogato” con metodi brutali dai suoi complici, intenti a
scoprire la fine del carico sparito, tornato in Italia (avendo i di lui familiari albanesi acquisiti, garantito per lui rifondendo, la perdita del carico di cocaina, il sodalizio criminoso con qualche centinaio di migliaia di euro), su consiglio di un proprio congiunto estraneo al
sodalizio criminoso, è andato alla Questura di Udine dove ha raccontato, oltre all’episodio di cui era stato vittima in Rotterdam, gran parte della propria attività criminale del precedente 2017 quale corriere dell’associazione dedita al traffico di cocaina/eroina.

Forniti dettagli in merito al contesto criminale in seno al quale aveva operato, sono state
avviate immediate attività investigative da parte delle Squadre Mobili delle Questure di
Trieste e di Udine a riscontro delle dichiarazioni del campano, che peraltro apparivano
sostanzialmente verosimili sin dall’inizio, atteso che l’uomo si autoaccusava d’avere
introdotto in Italia, per conto dell’organizzazione albanese, circa 750 kg tra cocaina ed eroina a fronte di considerevoli somme di denaro spostate in Olanda quali provento della vendita dello stupefacente; i trasporti dello stupefacente e dei corrispettivi in denaro venivano effettuati all’interno di doppifondi ricavati in vetture preparate dalla medesima compagine criminale, utilizzate dai corrieri ed intestate agli stessi.

Estromesso tale soggetto, le investigazioni hanno dimostrato come il suo posto sia stato
preso da un suo complice, un uomo di sessantadue anni residente a Latisana (UD), il
quale fattosi avanti, otteneva dalla medesima associazione per delinquere due vetture con
doppifondi utili per il trasporto droga/denaro.
L’attività illecita posta in essere in solitaria da parte di quest’ultimo, portata avanti con
grande determinazione e capacità delinquenziale, ha avuto inizio nel corso del 2018,
allorquando, a decorrere dal mese di aprile, ha cominciato ad effettuare viaggi dall’Italia all’Olanda, sempre presso la medesima officina, dove recuperava lo stupefacente da consegnare alle cellule residenti in Italia, prelevando da queste le somme di denaro destinate alla base olandese.
L’uomo, particolarmente accorto e smanioso di effettuare viaggi e consegne droga/denaro
allo scopo di ottenere sempre maggiori guadagni ricavati in percentuale dai carichi
consegnati, al fine di eludere eventuali controlli anche all’estero, si spacciava quale
rappresentante di prodotti italiani e, in occasione delle trasferte illecite, applicava sugli sportelli delle vetture in uso dei pannelli pubblicitari con l’insegna “Eat Enjoy”, caricando
nell’abitacolo del mezzo una divisa da cuoco e prodotti alimentari della tradizione italiana.

In tale contesto, dalle investigazioni svolte, è emerso come in più circostanze, dall’aprile al
luglio del 2018 tale ulteriore corriere abbia introdotto in Italia e recapitato ai vari destinatari circa 32 kg di cocaina, a fronte di una somma complessiva di 500.000 € consegnata ai vertici dell’organizzazione.
Via via è stato possibile identificare i diversi destinatari della droga in occasione delle varie
consegne effettuare a Foligno (PG), Perugia, Marina di Grosseto (GR), Toirano (SV), Genova, nelle Provincie di Vicenza e Treviso, nonché ad Arma di Taggia (IM); proprio in
tale ultimo centro, il 16 luglio 2018, a riscontro delle investigazioni, sono stati sequestrati circa 5 kg di cocaina ad elevatissimo grado di purezza destinata al mercato locale. Giova al riguardo precisare che il destinatario di tale considerevole quantità di cocaina è a capo dell’unico/a gruppetto/cellula di italiani al quale sono stati effettuate le consegne di stupefacente, rispetto a tutte le altre formate da soggetti di nazionalità albanese.

Non solo, in una circostanza, proprio a seguito dei dissapori sorti all’interno dell’organizzazione a causa del sequestro di tale quantitativo di coca, il sessantaduenne
friulano, allo scopo di chiarire la vicenda con il sodale calabrese operante ad Arma di
Taggia, è stato fermato in autostrada mentre si recava in Liguria per un incontro
chiarificatore; nel contesto si faceva accompagnare da due suoi fidati complici, uno dei
quali, trovato in possesso di una pistola, è stato tratto in arresto.
Parallelamente, è stato altresì documentato come il corriere di origini campane residente a
Duino e la moglie albanese, dopo l’esclusione del primo dal contesto criminale, si siano comunque dedicati allo spaccio di cocaina a favore di consolidati clienti residenti a Trieste e Duino, i quali a loro volta alimentavano autonome reti di spaccio. In particolare la donna, mostrando a tratti un certo astio nei confronti del marito oramai bandito all’associazione e privata dei proventi economici ottenuti per i servizi resi, ha cominciato a gestire in prima persona lo spaccio della cocaina che erano rimaste nella loro disponibilità, anche al fine di recuperare quanto più denaro possibile, in parte destinato a pagare all’organizzazione albanese la somma pretesa a ristoro della perdita della partita di cocaina del dicembre 2017 (attribuita dai capi dell’organizzazione al di lei marito). La donna, incurante, cercando di scongiurare eventuali controlli di polizia, ha perfino portato con se, in alcuni casi, la figlia in tenera età (all’epoca quattro anni).

Infine, si è accertato come il corriere di Latisana, la cui moglie è stata sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari, oltre a rifornire, come da istruzioni dei soggetti apicali, le varie cellule dell’organizzazione albanese in Italia, sia stato autorizzato a
spacciare a sua volta ad alcuni suoi contatti operanti tra il Friuli ed il Veneto.

Il bilancio arriva da oltre due anni di indagini svolte dalle Squadre Mobili delle Questure di Trieste e di Udine, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo e della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno; le investigazioni sono state dirette dalla Procura Distrettuale di Trieste nell’ambito di un fascicolo processuale per traffico transnazionale dall’Olanda all’Italia di cocaina ed eroina. Gli arresti sono avvenuti tramite l’esecuzione di ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. di Trieste dr. Massimo TOMASSINI su richiesta del P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste dr. Massimo DE BORTOLI, titolare del fascicolo ed eseguiti dalle Squadre Mobili di Trieste ed Udine, unitamente al Servizio Centrale Operativo e al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (con il dipendente Esperto per la Sicurezza nei Paesi Bassi), con il supporto delle Squadre Mobili delle Questure di Perugia, Genova, Gorizia, Imperia, Grosseto, Pordenone, Savona, Lucca, Vicenza, Treviso.