Il presidente d’assemblea nel Condominio 2.0. Una responsabilità precisa

03.06.2020 – 15.03 – Ad ogni riunione di condominio si ripete ormai il rito della richiesta di chi voglia essere il presidente dell’assemblea; nessuno si “propone” e come nelle interrogazioni di una volta a scuola viene chiamato un nome, e tutti sono quindi sollevati! Il fortunato salvatore dei condomini accetta il ruolo che ormai da anni riveste ad ogni assemblea. I condomini non convocati in assemblea, gli amministratori di condominio, secondo la corte di Cassazione, non sono colpevoli; tale responsabilità è propria invece del presidente di assemblea il quale dovrà assicurarsi che la richiesta di convocazione sia giunga a tutti e che tutti abbiano pari opportunità di partecipare alle riunioni condominiali.

La Cassazione si è espressa in tal senso con la sentenza 29878 del 18 novembre scorso, sentenza nella quale ha respinto la richiesta di condanna dell’ex amministratore di condominio avanzata dal condominio stesso a seguito di alcune richieste di risarcimento avanzate da un condomino non convocato in fase di delibera.
Il condominio ha denunciato l’amministratore per ricevere un risarcimento delle spese giudiziarie, ma i giudici di cassazione si sono espressi a favore di quest’ultimo, appunto confermando che la responsabilità della convocazione non è dell’amministratore.
La sentenza è passata in primo e secondo grado a favore del condominio; secondo l’articolo 1136, comma 6, del Codice civile, infatti:«l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati». Ma questo compito, secondo i giudici, spetta per legge all’amministratore, in adempimento del mandato ricevuto.
I giudici di Cassazione però hanno completamente ribaltato le due sentenze precedenti, ribadendo come da Codice civile che è compito del presidente dell’assemblea controllare che tutti i condomini siano stati invitati, ed è sempre compito di quest’ultimo accertarsi che le delibere assembleari siano legittime o meno a seconda della partecipazione all’assemblea e dell’avvenuto invito di tutti i condomini.

Accolto dunque il ricorso da parte dell’amministratore di condominio dai giudici di Cassazione, adesso la sentenza passa alla Corte di appello. Questa decisione ovviamente mette in luce un aspetto fondamentale della gestione condominiale, come l’importante funzione del presidente di assemblea quale organo di controllo del corretto meccanismo di convocazione e di delibera assembleare.
L’articolo 1136, comma 6, del Codice civile, recita: «l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati». Quindi la Cassazione ha ribadito che : «L’assemblea non può deliberare, se non costa che tutti i condomini sono stati invitati alla riunione».
Applicando queste disposizioni, la Cassazione chiarisce che è compito dell’assemblea – e per essa del suo presidentecontrollare la regolarità degli di avvisi di convocazione e darne conto nel verbale, sulla base dell’elenco degli aventi diritto a partecipare alla riunione eventualmente fornito dall’amministratore. Ecco quindi svelata la funzione importante e rilevante del presidente dell’assemblea, che valorizza la funzione di detto organo deliberante in cui l’amministratore è ospite e alla quale quest’ultimo deve relazionare l’operato in base alla precedenti delibere.

[m.v.]