Ecobonus al 110%: ecco tutto quello che c’è da sapere

10.06.2020 – 11.00 – Con l’attesissimo Decreto Rilancio sarà possibile effettuare determinati tipi di lavori in casa senza spendere un centesimo, sfruttando i meccanismi che sono stati messi a disposizione dal Governo.
L’Ecobonus al 110 per cento è decisamente una manna dal cielo per tutte le famiglie e condomini che vorranno effettuare dei lavori di risparmio energetico nella propria abitazione. Verranno rimborsate, entro 5 anni, tutte le spese effettuate dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021.
Abbiamo quindi a disposizione ancora qualche mese per pensare alla progettazione dei lavori e nella scelta dei fornitori. Ma veniamo al dunque.
Quali sono i requisiti per accedere all’Ecobonus 110 per cento? Ovviamente come tutti i bonus che vengono concessi dal Governo, ci sono delle limitazioni e dei parametri che devono essere rispettati.

Primo fra tutti, se vuoi usufruire del super bonus è necessario garantire un miglioramento di almeno due classi energetiche (che va dimostrato con l’APE – Attestato di Prestazione Energetica).

Qualora non fosse possibile il miglioramento di due classi, ne basta una, ma sempre riconosciuta tramite l’APE.
Facciamo un esempio: se partiamo con una classe energetica G, bisogna apportare un miglioramento energetico di almeno due classi arrivando quindi almeno ad una classe E. Se invece siamo in classe energetica B e quindi non è possibile fare un salto di due classi, basta arrivare in classe A.

Quali sono gli interventi ammessi per l’Ecobonus 110%? Gli interventi coperti dal credito sono:

  • Cappotto Termico: che deve interessare più del 25% della superficie lorda dell’edificio, con una soglia massima di 60.000€.
  • Pompe di Calore: cioè la sostituzione di impianti di Climatizzazione Invernale con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffrescamento e fornitura di acqua calda, con efficienza energetica almeno di Classe A. Il tetto massimo di spesa è di 30.000€ incluse le spese di smaltimento.

Questi sono gli interventi cosiddetti “trainanti”, cioè che uno solo di questi basta per beneficiare dello sgravio del 110 per cento, in cui si possono inserire anche i seguenti interventi:

  • il montaggio di pannelli solari;
  • il montaggio di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari;
  • il montaggio di colonnine di ricarica delle auto elettriche;
  • gli interventi previsti dal vecchio ecobonus.

Come funziona il super ecobonus? Stando a quanto detto dal Deputato Riccardo Fraccaro: “Saranno loro questi soggetti (banche, imprese o le imprese che hanno fatto i lavori, ndr) ad anticipare le somme necessarie per effettuare i lavori e saranno poi loro a incassare il credito di imposta dal fisco, con la possibilità anche di cederlo ulteriormente in passaggi successivi e senza limiti.”
In altre parole, le famiglie e i condomini potranno cedere il credito d’imposta direttamente alle banche, assicurazione o anche alle imprese che svolgeranno i lavori e saranno questi ultimi ad incassare, entro 5 anni, il credito d’imposta.

Chi ne ha diritto? Come già anticipato, la possibilità di accedere o meno all’Ecobonus al 110 per cento dipende dal tipo di lavori che si effettueranno e dal miglioramento della classe energetica (certificata dall’APE). Quindi, ne hanno diritto:

  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • i condomini;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

NOTA IMPORTANTE: rientrano nel bonus solo i lavori effettuati sulla prima casa. Per quanto riguarda la seconda casa, invece, si rientra nel bonus solo se l’immobile fa parte di un condominio.

Quale documentazione presentare per la richiesta di Ecobonus 110 per cento? Come tutte i decreti all’italiana, per ottenere l’Ecobonus 110% sarà necessario espletare un sacco di burocrazia. Se si considera che bisogna seguire sia l’iter legislativo, sia quello operativo, è chiaro che la presentazione della domanda non sarà poi così banale.

Riassumendo velocemente, la documentazione da presentare sarà:

  • Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato, per certificare che il lavori porterebbero un miglioramento di due classi energetiche (o la più alta raggiungibile).
  • I dati degli interventi dovranno essere comunicati esclusivamente in via telematica, secondo le modalità che verranno comunicate entro 30 giorni dall’attuazione del decreto.
  • Sarà inoltre necessario fare la comunicazione all’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile).
  • Il via libera del condominio per i lavori sulle parti comuni.
  • Inoltre, sarà necessario attendere l’avvio delle procedure dell’Agenzia delle Entrate per richiedere il visto di conformità (rilasciati da commercialisti o CAF).

Occhio ai furbetti: sanzioni salate per chi rilascia falsi documenti. L’ecobonus al 110 per cento si potrà richiedere, come abbiamo visto, soltanto dopo aver ottenuto il visto di conformità. Chi rilascia quindi un’attestazione o un’asseverazione infedele rischia una sanzione pecuniaria dai 2.000 ai 15.000 euro.

Manuel Flaugnacco