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martedì, 25 Gennaio 2022

Caso Regeni, rischio archiviazione. L’Egitto non risponde alla rogatoria

02.06.2020 – 12.00 – La tragica vicenda di Giulio Regeni, ricercatore triestino torturato e ucciso in Egitto nel 2016, rischia l’archiviazione: sono ormai passati oltre 395 giorni di attesa da parte della Procura di Roma per avere una risposta sulla rogatoria internazionale volta ad ascoltare un testimone che avrebbe dovuto raccontare le modalità del sequestro e fare luce sul caso. Se la situazione dovesse trascinarsi, tra qualche mese l’omicidio di Regeni verrà archiviato. La notizia giunge dal Tg3 che ha intervistato la madre di Regeni, Paola Deffendi, secondo cui “Il richiamo dell’ambasciatore sarebbe un segnale forte, lo abbiamo detto sin dall’inizio, per far capire all’Egitto che siamo veramente stanchi di depistaggi”.
La crisi economica destinata ad accentuarsi nei prossimi mesi, così come l’emergenza Coronavirus ad essa correlata rendono improbabili ulteriori azioni a favore della risoluzione della vicenda. Più che la politica, è l’economia a lanciare un chiaro messaggio: il governo Conte dovrebbe infatti approvare a breve la vendita di 6 fregate, di una ventina di pattugliatori navali, di 24 cacciabombardieri Eurofighter e 24 aerei addestratori M346 a quello stesso Egitto responsabile della tragedia.

D’altronde la stessa Fincantieri, nelle parole dell’Ad Giuseppe Bono, ha tracciato la strategia italiana d’investire nelle spese militari citando la situazione di caos nel Mediterraneo. L’Egitto è stretto tra una Libia che brucia nella guerra civile, il terrorismo del Sinai e le tensioni di confine con l’Etiopia; affiancando al tutto una massiccia repressione interna, con 19 nuove strutture carcerarie costruite ad hoc. Una situazione instabile che apre un proficuo bacino di mercato per le industrie militari.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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