”Caso D’Agostino”, un emendamento per salvare il Presidente

25.6.2020 – 14:20 – Lo scorso 11 Giugno 2020, la deputata dem Deborah Serracchiani e il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, avevano proposto un emendamento alla legge richiamata dall’ANAC per sancire l’inconferibilità della doppia carica di Presidente dell’Authority e del Trieste Marine Terminal; il quale, se approvato permetterebbe di re-integrare nella sua funzione Zeno D’Agostino. Il testo stabilirà infatti che l’incompatibilità non sussiste se uno dei due incarichi non ha né remunerazione, né risulta operativo. L’emendamento, avendo effetto retroattivo, consentirà di “salvare” il Presidente.

Una norma studiata ad hoc, quindi, per permettere nuovamente a Zeno D’Agostino di risedersi al comando della presidenza del Porto di Trieste. La maggioranza di Governo (Italia Viva, Pd, Movimento 5 Stelle) in Commissione Bilancio della Camera, ha siglato il sopracitato emendamento denominandolo ‘’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale’’; una denominazione che richiama palesemente il ‘’Caso D’Agostino’’. L’emendamento, riportante la firma dei parlamenteri Fabio Melilli (PD), Carmelo Misiti (M5S) e Luigi Marattin (IV) è interpretativo riguardo al decreto 8 Aprile 2013, dedicato a inconferibilità e incompatibilità di incarichi: lo stesso su cui si è basata l’Autorità Nazionale Anti Corruzione per destituire Zeno d’Agostino dal suo incarico.

Il commento di Zeno D’Agostino:

Ben venga un’interpretazione che probabilmente non sarebbe nemmeno stata necessaria perché la legge è scritta bene – ha dichiarato il manager veronese ai microfoni del TG Regione FVG – . Aiuterà anche in casi futuri, ma un bel precedente sarebbe la sentenza del TAR del Lazio“.