In Europa si ingrassa? Le donne italiane uniche, fra gli obesi, a dimagrire

14.06.2020 – 15.25 – L’obesità, con le sue conseguenze non solo estetiche ma spesso rilevanti per la salute, è la vera epidemia del 2020 per l’Europa, e più in generale per l’Occidente: mangiamo (e beviamo) troppo, e si vede. C’è però una notevole eccezione: secondo uno studio globale pubblicato nell’autorevole rivista medica britannica “Lancet”, l’indice di massa corporea delle donne italiane (o BMI) è sceso da 25,2 nel 1980 a 24,8 nel 2008. Le italiane sono più magre. Un cambiamento di proporzioni notevoli e assolutamente in controtendenza con quanto succede all’estero, dove si assiste a una crescita notevole con un BMI che nel Regno Unito arriva, per le donne, a 26,9; negli Stati Uniti si è da tempo superata la soglia d’allarme, con un dato che è superiore a 28 di media negli ultimi dieci anni e va verso il 29.

Magro è bello? Secondo i canoni contemporanei di bellezza e moda, indubbiamente si, e il dimagrimento delle donne italiane è dovuto principalmente a questo e a importanti cambiamenti culturali: la dieta mediterranea ricca di fibre e olio d’oliva, e l’attività fisica regolare, sono state adottate in massa già da tempo ormai e, semplicemente, alle donne non piace vedersi grasse allo specchio. Né piacciono seno abbondante e fianchi larghi, a quanto pare: le ragazze italiane di oggi sono, oltre che più alte (l’altezza media è salita a un metro e sessantaquattro), molto diverse come forme dalle modelle del Dopoguerra. A rendere realizzabile il modello di bellezza prima idealizzato è stata l’educazione alimentare, accompagnata da una corretta informazione scientifica fatta nel corso degli ultimi 30 anni, anche a scuola, e dalla consapevolezza della relazione fra peso eccessivo e problemi di salute. In altri paesi europei c’è meno attenzione e la cucina è ancora ricca di grassi, di formaggio e di burro. In Italia, inoltre, ci si è distaccati dalla ‘sindrome della guerra’, seguita ai conflitti mondiali, e la ricchezza o il benessere non sono più identificati dalla pancia e quindi dall’abbondanza anche nel cibo ma piuttosto dal contrario, ovvero la possibilità di dedicare tempo al benessere, alle palestre, al fitness: ricco è chi può permettersi il personal trainer, non più chi può stare a tavola a mangiare per ore. Tanto che diventa difficile, passeggiando per strada, distinguere a distanza una ragazza di vent’anni da una donna di quarantacinque o anche più, perlomeno per forma fisica. Attenzione al girovita, se si vuol essere ‘in’, quindi; vale anche per gli uomini.

[r.s.]