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lunedì, 5 Dicembre 2022

Ricordato Vincenzo Raiola, agente triestino assassinato a Milano nell’assalto al portavalori

23.5.2020 – 13:30 – Ventuno anni fa, spirava, all’Ospedale Niguarda di Milano, Vincenzo Raiola, poliziotto triestino gravemente ferito in un conflitto a fuoco con una banda criminale intenta nell’assalto di un furgone portavalori, in Via Imbonati, nel capoluogo lombardo. Questa mattina, presso la Chiesa della Beata Vergine del Rosario, in Piazza Vecchia, a Trieste, è stata celebrata una messa in suo ricordo da parte del cappellano della Polizia di Stato di Trieste Don Paolo Rakic. Alla cerimonia hanno presieduto anche i famigliari dell’agente.

La vicenda:

Alle 05:00 del mattino del 14 Maggio 1999, una banda di rapinatori armata di fucili d’assalto e fornita di esplosivi militari, assaltò un furgone portavalori appena uscito dal deposito di un istituto di vigilanza in Via Bovio, una strada laterale di Via Imbonati nel nord di Milano. Mentre i criminali stavano compiendo la rapina giunsero sul posto alcuni equipaggi della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri che vennero accolti a raffiche di mitra esplose dai banditi che spararono anche contro alcune autovetture civili e un autobus , quindi fuggirono a bordo di due autovetture, coprendosi la fuga con il lancio di alcuni candelotti fumogeni. In questa prima fase della sparatoria agenti, carabinieri e civili rimasero feriti.

Le auto dei rapinatori attraversarono il quartiere di Dergano per poi sbucare nuovamente in Via Imbonati, qualche centinaio di metri più a nord. Fu qui che i rapinatori si trovarono davanti alle Volanti Comasina e Niguarda, che stavano sopraggiungendo sul luogo della rapina. I banditi spararono  per primi contro gli agenti, ferendo tre di loro, tra i quali l’agente scelto Vincenzo Raiola, gregario della Volante Comasina, colpito da un proiettile alla testa, quindi i rapinatori fuggirono definitivamente in direzione di Viale Enrico Fermi, abbandonando quindi le auto in due paesi dell’hinterland milanese. Le condizioni dell’Agente Scelto Raiola apparvero subito disperate. Venne trasportato all’ospedale di Niguarda ormai in coma irreversibile, agonizzò per dieci giorni, poi si spense.

Le indagini sull’assalto scattarono immediatamente e quasi subito la Squadra Mobile individuò il gruppo responsabile dell’assalto, ma gli arresti scattarono solo a Luglio, per permettere l’arresto di tutta la banda, compresi due carabinieri corrotti. La banda era composta da terroristi di sinistra, pregiudicati per reati di mafia e criminali comuni. Tre degli assassini ricevettero la condanna all’ergastolo, confermata in Cassazione. Il basista della tentata rapina al furgone portavalori non è mai stato individuato.

Le iniziative del S.A.P:

Nella ricorrenza della strage di Capaci, nella quale morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, il sindacato autonomo di polizia ha voluto promuovere una serie di manifestazioni per ricordare le vittime delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio fra cui ricordiamo il muggesano Eddie Walter Cosina, e altri agenti triestini caduti in servizio: oltre a Raiola, l’ispettore Luigi Vitulli e i poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, barbaramente assassinati lo scorso Ottobre all’interno della Questura a Trieste.

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