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lunedì, 15 Agosto 2022

Morto mons. Eugenio Ravignani, il ricordo del sindaco Dipiazza e dell’ANVGD

08.05.20-11.50- Ieri sera se n’è andato mons. Eugenio Ravignani, all’età di 88 anni, dopo una lunga malattia. Nato a Pola (Croazia) il 30 dicembre 1932, dal 1946 visse nella diocesi di Trieste e nel 1955 fu ordinato sacerdote a San Giusto dall’allora vescovo Antonio Santin. Insieme ad altri seminaristi triestini, trascorse un periodo di formazione presso il liceo classico del seminario di Vittorio Veneto. La nomina a vescovo di Trieste arrivò il 4 gennaio 1997. Nel 2008 gli è stato conferito il premio San Giusto d’Oro dai cronisti del Friuli Venezia Giulia. il 4 luglio 2009 divenne vescovo emerito della stessa diocesi. Dal 2000 al 2009, inoltre, è stato vice presidente della Conferenza Episcopale Triveneta. “Fu un amato e venerato testimone del Signore, sempre circondato dalla stima e dall’affetto di tutti” queste le parole dell’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi.

Ravignani era considerato “pastore del dialogo, lungimirante e sensibile uomo di fede, pace e carità, che ha saputo operare e vivere per il bene della nostra comunità e del prossimo”. Lo ricorda anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza: “È stato un amico che ha amato la città e la sua Chiesa con una intelligente e profonda umanità”. “Alla famiglia, all’arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi, ai confratelli sacerdoti, alla comunità cattolica triestina e a tutti coloro che gli sono stati vicino, va il mio doveroso e giusto omaggio a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera nostra città”.

Renzo Codarin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, lo ricorda così: “Era anche lui figlio d’Istria essendo nato nel 1932 a Pola, entrata a far parte d’Italia alla fine della Prima guerra mondiale. (..). Durante la permanenza al vertice della diocesi triestina, presiedette assieme al prefetto della Congregazione delle cause dei santi Angelo Amato nella Cattedrale di San Giusto il 4 ottobre 2008 la celebrazione di beatificazione di don Francesco Bonifacio, il sacerdote di Pirano (1912-1946) martirizzato in odium fidei dalle guardie popolari che all’epoca imperversavano nella Zona B sotto amministrazione militare della Jugoslavia comunista di Tito. (..). Il profondo legame instauratosi fra il polesano Ravignani e Trieste è stato una delle tante dimostrazioni dell’indissolubile rapporto che esiste da sempre ed in molteplici ambiti fra il capoluogo giuliano ed il suo naturale entroterra istriano.”

[m.p.]

 

 

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