Coronavirus e diritti dei minori: “Riaprire asili, scuole, centri estivi”. L’appello [lettera firmata]

10.05.2020 – 17.27 – Illustre Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, Egregio Assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, sono trascorsi oltre due mesi dal primo caso di contagio in F.V.G. ed i bambini e gli adolescenti sono stati, di fatto, segregati in casa e costretti all’isolamento per tutto questo periodo. Qualche timida apertura, con le recenti ordinanze, non è in grado in alcun modo di rimediare ai danni del protratto isolamento, che per un periodo nemmeno breve, ha comportato addirittura il divieto di uscire di casa per una piccola passeggiata.

Si fa quindi sempre più imperioso il bisogno di ritorno alla normalità.
I bambini sono una categoria di soggetti “a basso rischio”: studi pubblicati dallo ECDC – in pratica l’OMS europeo – attestano che i bambini rappresentano una percentuale molto piccola dei casi di Covid-19 segnalati, con circa l’1 per cento di tutti i casi di età inferiore a 10 anni e il 4 per cento di età compresa tra 10 e 19 anni. Inoltre in pochissimi casi (1 per cento) i bambini-ragazzi si ammalano gravemente; non è stato neppure dimostrato che i bambini possano essere fonte di infezione per gli adulti; è improbabile che i bambini siano casi di fonte primaria. A Vo’ (Italia), due studi effettuati su più di 2000 persone ciascuno, hanno mostrato che nessuno dei 234 bambini al di sotto dei 10 anni era infetto, mentre tra gli abitanti di 11-20 anni, si sono dimostrati positivi nei due sondaggi l’1,2 per cento e l’1,0 per cento .
In Italia i dati ufficiali resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità (ed aggiornati al 28 aprile) dicono che su 199.470 casi positivi ci sono 1.478 casi di bambini (0-9 anni) pari allo 0,7 per cento (con solo 2 decessi, con patologie pregresse) e 2.511 casi di ragazzi (10-19) pari all’1,3 per cento (senza alcun decesso).

Nella Regione Friuli Venezia Giulia i dati sono ancora più tranquillizzanti: su 2.572 casi positivi ci sono 25 casi di bambini (0-9 anni) pari all’1,0 per cento e 64 casi di ragazzi (10-19) pari all’2,5 per cento . Insomma abbiamo 89 casi su un complesso regionale di 199.204 ragazzi tra 0 19 anni (dati ISTAT a gennaio 2019) ovvero tra questa fascia d’età i contagiati sono pari allo 0,04 per cento della popolazione.
Se poi aggiungiamo il fatto che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità e lo stesso ECDC, la diffusione del virus tra soggetti asintomatici è veramente “rara”, allora non comprendiamo la ragione del protrarsi di misure restrittive nei confronti dei nostri figli a cui viene impedito di svolgere una sana vita sociale.

Il dott. Danilo Toneguzzi, psichiatra psicoterapeuta, Direttore dell’Istituto Gastalt di Pordenone, ha illustrato nella sua relazione [invia alla Regione Friuli Venezia Giulia Ndr] i pericoli che si celano dietro l’isolamento prolungato in capo ai minori e che in parte si sono già manifestati, ma in parte potranno emergere anche tra molti mesi. La perizia conclude riconoscendo uno «stress post traumatico quattro volte più alto» rispetto a chi non ha patito l’isolamento, oltre a «problemi neurologici e psichiatrici».
Sotto un profilo strettamente giuridico, poi, il forzato isolamento domestico è stato adottato in contrasto con i diritti sanciti, oltre che dalla nostra Costituzione, dalla Convenzione sui diritti dei fanciulli di New York del 1989, cui l’Italia ha aderito e che, quindi, risulta vincolante per tutti coloro che decidono le sorti dei nostri figli (gli Stati, i Parlamenti, i Presidenti delle Regioni, gli insegnanti e via dicendo).
La Convenzione sancisce il dovere, in capo ai Paesi firmatari, di rispettare il diritto di ogni fanciullo a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale (art. 27) ed il diritto all’educazione (art. 28).

Anche tale diritto è stato fortemente compresso quando non, di fatto, annullato. La didattica a distanza non può in alcun modo sostituirsi alla scuola, ed anzi questi mesi hanno dimostrato :

  • che produce grandissime differenze nella capacità di gestire la didattica a distanza sia tra gli alunni che tra i docenti, per mancanza di infrastrutture pubbliche adeguate (banda larga, piattaforme didattiche digitali, ecc.) e di connessioni domestiche;
  • che conferma e approfondisce le distanze sociali economiche e culturali, in
    evidente contraddizione con la Costituzione Italiana;
  • che si tratta di un sistema con enormi fragilità, e lo dimostrano i recenti hackeraggi di alcune piattaforme di DAD che ne hanno persino inibito l’uso a studenti e insegnanti, con tutto ciò che questo può comportare per dispersione dei dati sensibili e sospensione di qualunque attività formativa;
  • che ci sono gravi e incontestabili conseguenze prodotte dal venir meno della scuola come luogo materiale di rapporti umani, tra coetanei e tra adulti e ragazzi;
  • che specialmente per i minori affetti da disabilità l’esclusione sociale e la privazione del diritto all’educazione hanno provocato tragiche regressioni, che difficilmente saranno recuperabili.

Secondo la Convenzione, poi, gli Stati poi devono attivarsi per favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo nonché lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutta la loro potenzialità (art. 29), riconoscendo al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica (art. 31).
Ci sembra quindi che chi ha adottato le numerose e reiterate restrizioni alle nostre libertà non abbia in alcun modo considerato i diritti dei nostri figli, di chi – per la giovane età  -necessitava e necessita tutt’ora, più di noi adulti, di avere relazioni interpersonali, di potersi svagare, e persino di fare una passeggiata al sole.
Chiediamo dunque che vengano riaperti asili, scuole, centri estivi, magari organizzando meglio gli spazi (possibile ad esempio adibire le mense ad aule, così diluendo il numero di minori per classe, oppure con lezioni all’aperto, gioco libero all’aperto nei ricreatori e così via) e che si ponga fine a questa illegittima ed inutile violazione delle libertà, non solo nostre, ma anche dei bambini e dei ragazzi che vivono nella Regione F.V.G.

Cordiali saluti.

La Presidente del C.I.A.T.D.M. – Aurelia Passaseo
La referente del C.I.A.T.D.M. per la provincia di Trieste – avv. Alessandra Devetag

CIATDM_ISTANZA-RIAPERTURA-SCUOLE

[seguono le firme]