Chiusura Help Center, “Un grande errore”. Le parole di Laura Famulari

21.05.2020 – 17.00 – “Chiudere L’Help center presso la Stazione di Trieste, punto di riferimento per le persone senza fissa dimora è segno di miopia politica e organizzativa”.
Questa l’opinione espressa in una nota dai consiglieri comunali Sabrina Morena, Valentina Repini, Antonella Grim, Fabiana Martini, Laura Famulari e Maria Teresa Bassa Poropat.
Nel dettaglio abbiamo parlato con Laura Famulari, segretaria del Pd provinciale di Trieste, nonché attuale Consigliere Comunale che, sotto la giunta Cosolini, aveva aperto l’Help Center in qualità di Assessore ai servizi sociali.

“Parto un po’ da lontano, questa realtà è nata nel precedente mandato, prendendo vita dalla necessità di intercettare al meglio i bisogni delle persone in difficoltà che spesso tendono a gravitare in prossimità della Stazionie Ferroviaria – esordisce Famulari – indirizzandoli nei vari dormitori con posti liberi disponibili in quel momento.
Era dunque necessario una forma di sportello per guidare al meglio le persone senza tetto.
Ai tempi abbiamo individuato quello spazio, dato in comodato d’uso al Comune, per creare un ampio progetto di alto livello qualitativo dedicato all’accoglienza“.

Durante il periodo emergenziale, causato dal Coronavirus, si è verificata una diminuzione della problematica legata al traffico umano sul territorio, complice ovviamente la chiusura dei Confini.
Quest calo rappresenta però una situazione provvisoria, che vedrà poi un probabile nuovo incremento.
“Smantellare un sostegno di questo tipo, adducendo ad una ragione più simile ad una “giustificazione”, ovvero la problematica delle ‘file’, è davvero inconsistente – dichiara il Consigliere Comunale – anche perchè se c’erano code di individui significa che c’era bisogno di una realtà simile sul territorio.
Inoltre sono molte le realtà, supermercati in primis, ad avere file al di fuori dell’esercizio, eppure non vengono chiaramente chiuse”.
Presuppongo quindi che la scelta provenga probabilmente da una natura prettamente ideologica”.

Parlando invece di efficienza del servizio, Laura Famulari mostra il suo dissenso nella scelta di totale chiusura dell’attività ribadendo che “Ammesso che non ci fosse la massima funzionalità, era possibile rimodulare il sistema, piuttosto che smantellare l’intera struttura“.
“Si è parlato poi di una possibile unità mobile – continua la segretaria provinciale del Pd – tralasciando che non è detto sia sufficiente, ancor più rilevanti sono i lunghi tempi di apertura.
In un momento così fragile, non appena riapriranno i confini, ci ritroveremo punto a capo”.

“Con uno strumento simile si rischia di non essere in grado di intercettare tutte le situazioni di disagio.
Lo ritengo un grande errore, che poteva esser evitato vivendo un periodo di transizione nell’attesa di capire meglio cosa accadrà nei prossimi mesi, visti i tempi incerti in cui siamo immersi”.
Risulta infatti difficile prendere delle decisioni certe in un periodo fragile come quello di Emergenza di questi mesi, dove ogni decisione dovrà per forza di cose vedere una rimodulazione una volta tornati alla “normalità”.

“Non possiamo adottare un sistema di medio e lungo periodo in questa situazione. Sottolineo che è vero che sono stati aggiunti nuovi posti, ma gli individui non sanno dove andare, risulta mancare quindi un anello della catena”.
Non si sta parlando di merce, ma di persone, “per questo bisogna comprendere che esiste un grande livello di complessità, infatti una delle funzioni degli operatori dell’Help Center era proprio far comprendere le varie dinamiche in cui vengono inseriti e, soprattutto, rispondere ai loro quesiti e alle loro perplessità”.