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lunedì, 8 Agosto 2022

Rete Dasi: “Estendere distribuzione buoni spesa. Più attenzione ai senza fissa dimora”

28.04.2020-07.30- Alcuni giorni fa è stata redatta dalla Rete DASI del Friuli Venezia Giulia Accoglienza, una lettera indirizzata a tutti i sindaci dei Comuni della regione. La rete Dasi è un coordinamento tra associazioni e persone che si occupano di Diritti, Accoglienza e Solidarietà Internazionale, che si incontrano a Zugliano (UD) presso il Centro di Accoglienza “E. Balducci”. Il problema sollevato è quello della distribuzione dei buoni spesa, che in grandissima parte, è stato destinato solo alle famiglie in stato di bisogno residenti nel proprio comune. Nella lettera si fa esplicito richiamo alle disposizioni della protezione civile che al contrario non pongono affatto questo limite e l’invito è pertanto ad estendere tali provvidenze anche a tutti i coloro, italiani o stranieri che siano, che di fatto si ritrovano presenti nel territorio comunale e siano in stato di assoluto bisogno.

Le considerazioni che sono state proposte dalla rete Dasi riguardano quindi principalmente la distribuzione dei buoni e la condizione in generale delle persone indigenti, tra cui i senza fissa dimora. Nella lettera vogliono fare presente che: “… la specifica Ordinanza della Protezione Civile (658 del 29 marzo) individua tra i beneficiari del provvedimento “i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali….”, mai limitando l’accesso a questo contributo ai soli residenti, come purtroppo registriamo nei Comuni del Friuli Venezia Giulia. Abbiamo notato anche una grande diversità tra un Comune e l’altro, tra un ambito socio-sanitario e l’altro, in rapporto ai criteri scelti per discernere i potenziali utilizzatori del servizio. Mentre ruolo fondamentale è svolto dagli Uffici dei Servizi Sociali dei Comuni o delle aggregazioni di Comuni, riteniamo che le scelte fondamentali debbano competere alla politica, in particolare ai rappresentanti scelti dalle Comunità.
Queste ci sembrano le questioni controverse, intorno alle quali vorremmo chiedervi di intervenire, anche integrando i moduli già predisposti per le indicazioni per ricevere i buoni spesa.

Il criterio della sola Residenza. La logica del Decreto istitutivo è quella di dare un aiuto alle persone in difficoltà, intorno a un diritto naturale fondamentale, quello di poter mangiare e accedere ai beni di prima necessità. Non è possibile distinguere la necessità di alimentarsi delle persone che sono state penalizzate dalla mancanza di lavoro provocata dalle restrizioni seguite al virus da quella di tutte le altre persone che vivono in modo cronico o contingente situazioni di particolare difficoltà. In questo senso, riferimento ineludibile, come peraltro proposto dalla citata Ordinanza, è fare riferimento alla possibilità per i Comuni di appoggiarsi agli strumenti del FEAD (fondo europeo agli indigenti) che individua tra le principali linee di azione i senza fissa dimora e comunque le persone che si trovano nella vostra realtà lontano dalla loro residenza, per motivi di lavoro, studio, transito, rientranti nella condizione di “necessità”, senza dimora. Per persone senza dimora si intendono le persone che: a) vivono in strada o in sistemazioni di fortuna; b) ricorrono a dormitori o strutture di accoglienza notturna; c) sono ospiti di strutture apposite, anche per soggiorni di lunga durata; d) sono in procinto di uscire da strutture di protezione, cura o detenzione, e non dispongono di una soluzione abitativa.
Oggetto degli acquisti con i buoni spesa. Tenuto presente della diversità di approcci dei vari Comuni, proponiamo sia garantita a tutti i beneficiari la possibilità di acquistare alimenti e generi di prima necessità, senza previe preclusioni, lasciando a essi la possibilità di decidere dove e che cosa acquistare, evitando la distinzione tra i generi di prima necessità, in quanto l’acquisto e la distribuzione sarebbe affidata alla mediazione delle associazioni di volontariato e del terzo settore, anche in collegamento con produttori locali (agricoltori, panificatori, farmacisti…..) che potrebbero così avere una loro parte nell’iniziativa.
Provvedimenti urgenti e indifferibili poiché venga prestata adeguata e tempestiva attenzione ai dormitori, ai cittadini che ne fruiscono, oltre a coloro che, ogni giorno lavorano all’interno e ne permettono il funzionamento (gli operatori del pubblico e privato sociale). Infatti, ad oggi, molte organizzazioni di terzo settore e i loro operatori, pur avendo adottato misure straordinarie per affrontare questa emergenza sanitaria da Covid-19, non hanno comunque la possibilità, se lasciate sole, di superare la crisi. L’eccezionalità della situazione impone l’adozione di misure, atti e comportamenti ulteriori; come anche è stato ben ricordato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, occorre immediatamente rafforzare le misure di tutela sanitaria a favore delle persone senza dimora e garantire adeguati sistemi di sorveglianza sanitaria per gli operatori sociali coinvolti nell’erogazione di servizi ricordando come questo è peraltro già stato previsto dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 marzo 2020 relativa alla gestione del “Sistema dei Servizi Sociali –Emergenza Coronavirus” che chiarisce, agli enti locali ed alle Regioni, la responsabilità di garantire la tutela dei diritti fondamentali di tutti, anche e soprattutto assicurando e garantendo i servizi per le persone più vulnerabili.”

Con questa lettera, la rete Dasi auspica che “siano quindi incentivate le soluzioni alloggiative emergenziali, facendo ricorso ad alberghi o altre strutture predisposte ad hoc su disposizione di Sindaci e Prefetti, permettendo quindi di accogliere le persone senza dimora che devono rimanere in quarantena, oppure le persone positive non sintomatiche o in via di negativizzazione.” Conclude la lettera la richiesta di “particolare cautela ed attenzione nel dare indicazione ai preposti organi di accertamento di porre attenzione, nelle operazioni di controllo del territorio, alle persone senza dimora per il solo fatto che sono in strada e non a casa, poiché pare chiaro che esse non siano messe nelle condizioni di ottemperare alle disposizioni vigenti.”

La lettera è stata firmata da Pierluigi DI Piazza (Centro Balducci), Annalisa Comuzzi (Donne in nero), Gianfranco Schiavone (ICS) e Anita Zucchi (Ospiti in arrivo) per la Rete DASI FVG (Diritti, Accoglienza, Solidarietà Internazionale).

Michela Porta

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