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lunedì, 4 Luglio 2022

Oltre una tonnellata di prodotto ittico sequestrata dalla Capitaneria di Porto di Trieste

15.04.2020 – 13.05 – Si continuano a svolgere, in questi giorni condizionati dall’emergenza coronavirus, controlli sulla filiera della pesca, che pur avendo registrato un sensibile calo dell’attività in mare e della commercializzazione del prodotto, rappresenta ancora un elemento di interesse, soprattutto per i transiti ai valichi di frontiera.
Nel corso di uno di questi controlli, il personale del nucleo pesca della Capitaneria di porto di Trieste, in attività congiunta con militari della Tenenza di Muggia della Guardia di Finanza, ha intercettato, in prossimità del confine di Rabuiese (TS), un camion proveniente dalla Croazia e diretto in Puglia con a bordo 500 kg di ricci.
Dall’esame della documentazione di trasporto, gli ispettori accertavano la mancanza di qualsiasi attestazione che provasse la rintracciabilità del prodotto.

Ispezionando meglio il furgone, i militari rinvenivano, nascosti in parte in bidoni chiusi, in parte in un doppiofondo dell’autoveicolo, 1260 kg di oloturie, meglio conosciute come cetrioli di mare, molluschi di cui è vietata la pesca, il trasporto e la commercializzazione.
Ai due autotrasportatori italiani veniva pertanto contestato il suddetto reato e il prodotto ittico veniva posto sotto sequestro, unitamente al furgone utilizzato per il trasporto.
La Procura della Repubblica di Trieste, alla quale è stata inviata la prevista comunicazione di notizia di reato, ha convalidato il sequestro del prodotto ittico e del furgone; i ricci e le oloturie, dopo che i veterinari hanno verificato che fossero ancora vivi, sono stati rigettati in mare dalla motovedetta CP 2084 della Capitaneria di porto di Trieste.

[c.s]

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