Il tempo. In questo momento abbiamo più Noi

01.04.2020 – 12.01 – Il tempo non esiste. L’ho scritto in tante canzoni e in tante poesie. Non per questo, deve essere vero. Ma mi ha sempre attratto come idea. Che esista solo lo spazio. Una delle poche bugie che tendo a dire, riguarda sempre l’età. E lo è stato da sempre. Dentro certamente ci sta tutto il mio essere gemelli, eterno giovane, con le meraviglie e i tranelli che questo comporta. Ma in percentuale maggiore quello che mi infastidiva era l’associazione mentale che l’altra persona si creava, dando all’età anagrafica un significato e collegamento al pensiero. ” Che pensieri profondi per avere 16 anni “; “l’entusiasmo è normale alla tua età, ma quando arriverai alla mia… “; ” ma quanti anni hai? …Ahh… ” e via così.

A me non interessa dire la mia come non m’interessa sapere quella degli altri, perché penso di non poter capire nulla da quel dato. Ho conosciuto tante menti stimolanti che mi hanno aumentato e non sono state proporzionali al tempo che hanno vissuto. Sarebbe semplice, se fosse così automatico. I saggi sarebbero sempre e solo gli anziani, invece ho trovato più spesso pensieri limitanti in quella fascia e intuizioni illuminanti nei figli dei miei amici. Dipende quindi tutto dall’utilizzo dello spazio, mentale o fisico. Dipende dove vai e dove ti muovi. Affascinante in questo è la concezione di spaziotempo, quanto il tempo riconosciuto da tutti sia uno standard universale che tende e si muove verso il futuro e quanto le leggi della fisica invece possano avere il loro stesso significato anche al contrario.
Comunque sia il verso del tempo, per come lo concepiamo, resta un mistero. Ed è coinvolgente e stravolgente pensare che, seppur di poco, non sia lo stesso in base al nostro movimento nello spazio. A volte anch’io l’ho detto e pensato, che l’unico nostro interesse debba concentrarsi sul presente, perché, come si dice, il passato è già accaduto e il futuro deve ancora accadere. Però quanta viva è l’emozione sia traumatica che gioiosa quando si ripercorre un ricordo o quando ci si proietta nell’immaginazione mai esistita. E tutto è reale in noi. E siamo noi che viviamo questo. Nessun’altro al posto nostro. In questo momento storico, tutti abbiamo o meglio (perché probabilmente non c’è nulla che si possieda realmente), tutti disponiamo di tempo. Di secondi, di minuti, di ore e ore. Non disponiamo di tutto lo spazio fisico. Perché non possiamo muoverci liberamente. Ma abbiamo però lo spazio mentale. Tempo e spazio mentale.

Sono saltate per la maggior parte, anche se non per tutti, tutte le scadenze, gli appuntamenti, tutto ciò che ci ricordava dell’esistenza del tempo. E c’è chi fa mille cose, chi è in ansia, chi lo combatte, chi lo fa passare. Ma siamo sempre noi stessi. O contro noi stessi. Il tempo probabilmente è più interno che esterno. Quindi in questo momento abbiamo più Noi, o meglio, disponiamo di più Noi. E allora mi faccio rapire e rapisco. Sono felice. Sono tutto e sdoppiato. Vertigino, mentre le ciglia sbattono. Aspettavo di scintillare. E mi scintillo. Scivolo in un cono e mi capovolgo. Vorrei tanto riportare qui, in vita, il padre della mia ex ragazza. Non ricevere quella telefonata.Vorrei quel buco nero. E ora lo voglio.
Davanti al portale, nella spirale che non spaura. Tornare lì. Non indietro o avanti. Lì, in quel preciso punto di quella coordinata. Ribaciarmi ancora. Contenere il mondo e sparire. Passare la porta e vorticare. Planare i soffioni. Andare variopinto. E nel respiro luccicare. Amico mio. Delle pupille di pochi centimetri, rotearci l’iride. Spaventarsi in questa distesa. Amica mia. Fatta di sasso e spuma. Che cosa abbiamo dentro. Il potere di accelerare i battiti. Il potere degli attimi. I primi e gli ultimi. E nell’aria bianca tutta una calma luce.

[d.b.]