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giovedì, 1 Dicembre 2022

Il sindaco Dipiazza scrive a Conte: “Ripartire prima del 4 maggio”

23.04.2020 – 12.06 – Si moltiplicano sempre di più, man mano che si esauriscono le risorse per supportare le diverse realtà economiche dell’Italia, le richieste di riaprire: in sicurezza, mantenendo distanze sociali, mascherine e guanti, ma di riaprire.
Trieste, che proprio nel turismo e nel terziario vede una (ma non l’unica) delle sue leve economiche, lancia così un appello, nella forma di una lettera vergata dal Sindaco, Roberto Dipiazza. Si chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte di consentire una graduale ripresa prima della fatidica data del 4 maggio.
Il Sindaco rileva inoltre come i paesi confinanti, con i quali il Friuli Venezia Giulia ha forti rapporti, stanno già riaprendo, ripristinando un’insieme di industrie e attività strettamente connesse al tessuto economico giuliano.

Riportiamo di seguito la lettera nella sua interezza:

Signor Presidente, con la consapevolezza comune che siamo un grande Paese e con la convinzione che da questa esperienza legata all’emergenza Covid-19 possiamo uscirne migliori sul piano individuale e più uniti come comunità, sono a scriverLe per portare alla Sua diretta attenzione sia la realtà di come la città di Trieste, che sono onorato di amministrare per la terza volta, sta vivendo questa situazione, sia di come il tessuto industriale, commerciale e artigianale si sta muovendo per poter essere pronto nel momento della ripartenza graduale, che ci auguriamo possa avvenire prima dei tempi previsti.

Non è mia intenzione presentarLe i numeri legati al territorio relativi a questa situazione che, purtroppo, conosce bene e che sono in questo periodo i nostri compagni di viaggio per le scelte e le decisioni da prendere.

Porto, invece, alla Sua attenzione il fatto che se Trieste e il Friuli Venezia Giulia rappresentano una realtà virtuosa sia nel panorama nazionale che fra le Regioni del nord del Paese per quanto attiene al contenimento del Covid-19, ciò è dovuto al senso di responsabilità e rispetto delle regole da parte dei suoi cittadini e delle differenti associazioni di categoria del territorio. Questo esempio di comportamento è il frutto della fiducia che la popolazione ha verso le leadership di Governo, Regione, Comune e delle differenti categoria economiche.

Trieste, patrimonio storico, culturale, scientifico del Paese, e l’intera regione FVG da sempre sono esempio di capacità di reazione e ricostruzione. La popolazione di queste terre è stata insignita con la Medaglia d’oro al Merito Civile per i fatti legati al terremoto del 6 maggio del 1976, con la seguente motivazione: “in occasione di un disastroso terremoto, l’intera popolazione del Friuli Venezia Giulia dava prova collettiva di spirito civico e di forza morale, offrendo determinante contributo ed incondizionato impegno alla rapida ricostruzione morale e materiale dei paesi distrutti. Splendido esempio di grande solidarietà sociale e nobile spirito di abnegazione, meritevole dell’amministrazione e della gratitudine della Nazione tutta”. Ciò rende bene qual è il nostro Dna.

Anche in questo tormentato periodo, il dialogo tra questa Amministrazione comunale ed il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è costante e sempre focalizzato sul piano gestionale dell’emergenza e mai politico. Altrettanto costante ed intenso è il confronto con il Presidente degli Industriali Michelangelo Agrusti, il Presidente di Confcommercio Antonio Paoletti, il Presidente di Confartigianato Dario Bruni, che ringrazio per il grande senso di responsabilità e l’importante concreto contributo tecnico nell’armonizzazione e gestire le differenti fasi di sostegno al comparto e di ripartenza. Sia come Comune di Trieste, che come Associazioni ognuno sta facendo la propria parte nell’interesse dei cittadini, del territorio e quindi del Paese.

Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono già pronti per riprendere in modo graduale la fase di riapertura. Ripartenza che auspichiamo e chiediamo possa, in forza dei dati, del concreto esempio di responsabilità mostrato dalla popolazione e dei protocolli già approvati dalle diverse categorie, avvenire prima del 4 maggio. Trieste e il Friuli Venezia Giulia oltre a subire, come tutto il Paese, gli effetti devastanti sul piano economico di questa situazione, subiscono anche gli effetti della ripartenza dei Paesi confinanti.

Il primo obiettivo da salvaguardare resta sicuramente quello della salute, ma è anche vero che senza economia non c’è nemmeno la salute.
Signor Presidente, Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono già pronti per avviare la fase di ripartenza e l’auspicio e la richiesta di questa Amministrazione comunale e del tessuto produttivo di questo territorio sono quelle che ciò possa avvenire prima del 4 maggio, armonizzando ogni passaggio con il Governo e la Regione Friuli Venezia Giulia.
Nell’augurarLe un buon lavoro in questo difficile momento ed assicurandoLe la leale collaborazione istituzionale, confido che quanto portato alla Sua attenzione possa diventare oggetto del processo decisionale in atto.

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