Guanti monouso, da Hubei a Guandong. Dispositivo obbligatorio in Regione, ma si trova?

08.04.2020 – 20.26 – La Regione Friuli Venezia Giulia specifica, dopo molte richieste di spiegazioni, che come previsto dagli articoli 6 e 7 dell’ordinanza contingibile e urgente n.7 del 3 aprile scorso, emanata dal presidente Massimiliano Fedriga (che si riferisce ai mercati al chiuso e all’aperto e ai negozi di generi alimentari, compresi i supermercati), anche gli acquirenti che vanno a fare la spesa, e non solo il personale addetto, devono indossare guanti monouso. I guanti non sono obbligatori solo nel caso sia il venditore a passare direttamente la merce al cliente, senza che il cliente la tocchi: è il caso quindi, ad esempio, di un negozio di telefonia cellulare dove è l’addetto alla vendita a fare le operazioni di configurazione su un telefono nuovo.

Le ordinanze e i decreti hanno però, purtroppo, la caratteristica a volte di imporre un obbligo senza tener conto della reale reperibilità del dispositivo di protezione previsto. È accaduto inizialmente per le mascherine (e in effetti si è giunti alla soluzione, che molti esperti ritengono un po’ naif mentre altri sostengono in ogni caso, della raccomandazione di sciarpe e foulard); succede però di nuovo per i guanti. Essendo obbligatori quelli monouso, non tutti ne sono provvisti, e non sempre i supermercati concedono l’uso di quelli a disposizione del mercato frutta e verdura interno ai clienti per agevolare il rispetto dell’ordinanza (dipende dalla direzione del punto vendita). Se, secondo l’OMS, non c’è per ora necessità di uso obbligatorio della mascherina per la popolazione generale, e la raccomandazione di evitarle è stata mantenuta in mancanza di prove scientifiche chiare e per impedire che ci sia una carenza di dispositivi da destinare a medici e sanitari, per quanto riguarda i guanti le evidenze scientifiche mancano allo stesso modo, se non di più: quale materiale usare, come usarli? Se li butto via, vanno bene anche i guanti per lavare i piatti, oppure no? Posso usare dispositivi fatti in casa (à là ‘foulard’ per le mani)? Certo, l’uso del guanto può essere opportuno in precisi contesti, e aiutare nella prevenzione (del resto può anche esserlo, e forse di più, predisporre dei dispositivi di igienizzazione dell’aria, o verificare in maniera straordinaria, magari potenziandoli, gli impianti di climatizzazione degli ambienti chiusi); però ora sono diventati un obbligo e non si può scherzare, niente guanti niente acquisti.

Mentre in Austria e Germania, e non solo, i guanti vengono comunque forniti al cliente dai venditori stessi all’ingresso (nello stesso modo in cui vengono messi a disposizione i disinfettanti per le mani), da noi si va alla ricerca di una soluzione; e, se non ne avevamo fatto scorta già prima, di un posto dove trovarli. Pagandoli un bel po’.
L’alternativa potrebbe essere acquistarli online? Dipende. Abbiamo provato a fare una verifica sul portale online d’acquisti più famoso di tutti, Amazon, e la cosa non è così immediata. Alla ricerca ‘guanti monouso’ Amazon risponde prontamente con molte corrispondenze: poi però si va a leggere, e, oltre che a trovare un po’ di tutto e poca chiarezza, si notano le date di consegna, che parlano per la maggior parte degli ordini di maggio o di giugno.
Vediamo. Qualche descrizione è relativa a paia, qualche descrizione a pezzo singolo; questo incide sul prezzo, naturalmente:

  • iniziamo dal guanto standard, bianco, non sterile; costo della scatola da 25 paia, 18 euro, più 9 euro di spedizione: ciascuna coppia costa quindi circa 1 euro. Arrivano da Rui-Meng, Cina, dal 22 maggio al 5 giugno (consegna non garantita entro la data).
    Poi abbiamo una parafarmacia di Parma; solo taglia S o XL, però: 2,29 euro ad articolo (quindi 4,58 euro a paio);
  • 100 guanti in lattice Aloe Vera arrivano dalla provincia di Ragusa, consegna indicativa fra il 15 e il 17 aprile, 20 euro incluse spese di spedizione (2 centesimi a guanto? Una grande differenza con gli altri);
  • Da Guandong, Cina, arrivano 100 guanti monouso, spedizione gratuita, 15 euro, cosa che fa pensare che il prezzo di quelli che arrivano da Ragusa sia orientativamente quello di mercato. Il problema della consegna da Guandong è che, dogana permettendo, arriveranno fra il 22 maggio e il 1 giugno;
  • Un’azienda cinese di Canton con partita IVA tedesca (non è insolito, quando si tratta di presenza cinese sul mercato UE) spedisce 100 pezzi taglia M a poco meno di 16 euro, quindi ancora una conferma sul valore reale, però questi arrivano addirittura come data ultima il 26 giugno (se arrivano). In entrambi i casi la spedizione dalla Cina costa fra i 6 e i 10 euro;
  • Supersun, venditore all’interno dell’Unione Europea, propone guanti in lattice monouso ambidestri ad alta sensibilità, 100 pezzi taglia M, in arrivo fra il 5 e il 14 di maggio. Colore azzurro, non sterile, prezzo circa 1 euro spedizione in questo caso gratuita;
  • Altri guanti cinesi, da Guangzhoushi, sono in nitrile monouso, impermeabile a prova di olio per la casa, il ristorante, la cucina e la pulizia del laboratorio. 100 perzzi a scatola per 9,99 euro più 9 di spedizione, consegna fra il 30 aprile e l’11 maggio;
  • L’ultimo è il migliore: 50 pezzi di guanto azzurro, 21.49 euro e spedizione gratuita. Questi arrivano dalla provincia di Hubei. Dove tutto iniziò.

Insomma, se i guanti serviranno anche questa estate, visti i tempi di consegna e la mancanza di sicurezza sull’arrivo effettivo, potrebbe essere buona cosa farne scorta (ma le possiamo scaricare, le tasse e le spese per questi acquisti dalla nostra dichiarazione dei redditi, anche se non sono dei medicinali? Una domanda che faremo); e magari ottenere qualche indicazione su dove reperirli con certezza. Serviranno fino a luglio, settembre, o fine anno, i guanti monouso? Forse lo sapremo venerdì sera (e venerdì prossimo, e venerdì prossimo, e venerdì prossimo…)

[r.s.]