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mercoledì, 17 Agosto 2022

Verso il prolungamento del blocco? “Nessuno si illuda di essere al riparo”

18.03.2020 – 12.31 – Se c’è una cosa, fra il resto che è assoluta incertezza, di cui possiamo invece essere sicuri è la scarsa propensione del Governo a mandare messaggi rassicuranti: quella capacità di andare di fronte a una telecamera e a dire che sì le cose sono certamente serie, ma che il mondo non finirà domani. Eppure, ce ne sarebbero, di questi messaggi, perché il numero di guariti da Coronavirus nel mondo ha superato gli 80mila, la Corea del Sud sta contenendo le conseguenze e in Cina si iniziano a togliere le mascherine. “Nessuno si illuda”, così Giuseppe Conte, “di rimanere al riparo da questo tsunami economico-sociale”, e dalla Stampa arriva la notizia che il premier sarebbe pronto a prorogare la chiusura totale oltre al 3 aprile, senza dare una nuova data ma riferendosi a un ‘a oltranza’.

Il giornale di Torino ha spiegato che “salvo miracoli nulla il 3 aprile verrà riaperto”: né le attività commerciali, né le aziende che hanno dovuto fermarsi, né le scuole; se ne parlava già, nei corridoi, e per pochi addetti ai lavori questa è una sorpresa. Ora ciò che si inizia la ricerca del capro espiatorio e a sussurrare è che è ‘colpa delle persone che non sono state a casa’, che sono andate lo stesso al lavoro in metropolitana e in autobus (con corse ridotte: per motivi sanitari, o per contenere l’impatto economico?). Un “paese che non riesce a fermarsi come dovrebbe” e che quindi costringe il Viminale a inasprire le sanzioni; con buona pace di chi cerca di pensare alle conseguenze che la paura e la discriminazione possono avere quando diventano incontrollate. Posizione difficile da sostenere, comunque, quella ipotetica della ‘colpa di chi non è stato in casa’, di fronte alla scienza, ai numeri stessi del contagio e ai tempi, noti da settimane, di incubazione e di esito della malattia: quindici giorni non erano prima, e non saranno adesso. La trasparenza può essere una ricetta migliore, di fronte a un fatto certo: il paese, con le politiche di sostenimento del solo “Cura Italia”, o con un teorico sostegno UE che è ancora tutto da definire, a un blocco a oltranza non può reggere. La coperta è corta; ciò che la politica ha deciso di non dire dieci giorni fa, si trova a doverlo dire adesso.

[r.s.]

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