Lavori triestini da riscoprire: “La Rigatteria”

10.03.2020-11.40- Qualche mese fa siamo andati a visitare un negozio storico d’antiquariato triestino. ‘Storico’ non solo per l'”anzianità” di servizio familiare, poi approfondita nell’articolo, ma anche per l’oggettistica che troviamo all’interno. Un mondo tutto da scoprire, soprattutto per i più giovani può essere un’ottima occasione per vedere oggetti d’epoca e cimeli importanti dei propri nonni o per riscoprire nuove passioni. È “La Rigatteria di Laura & Claudio Di Pinto”.

-Buongiorno Laura, partiamo subito col farvi i complimenti: al giorno d’oggi non è facile trovare l’interesse, la voglia e soprattutto la sensibilità nel conservare il valore della nostra storia passata. Quando è nata la vostra attività?

Abbiamo aperto il negozio nel 1981, grazie alla mia grande passione per i libri. All’inizio ero la prima e vendevamo esclusivamente libri, appunto. Successivamente, un po’ per la difficoltà di ‘sopravvivere’ solo con questo tipo di vendite, un po’ per i rigattieri che mi proponevano oggettistica varia, ho iniziato a vendere anche altro. Prima qui c’era una panetteria e avevamo solo il magazzino nel retro. Il negozio a fianco, che poi abbiamo ‘accorpato’, vendeva spazzole e pennelli. Una curiosità: come lavoro ‘familiare’, in realtà, abbiamo iniziato molto prima! Mio padre, infatti, lo potete riconoscere passeggiando qui fuori, dove ha le bancarelle di libri da oltre settant’anni. Si può dire, ironicamente, che è parte del paesaggio di Cavana ormai!

Cosa cercate o, meglio, cosa possono portare da voi persone che desiderano vendere oggettistica personale?

Siamo sempre alla ricerca di articoli nuovi e curiosi da proporre alla clientela. Noi, personalmente, siamo molto interessati a tutto ciò che riguarda Trieste, l’Istria, il Friuli (libri, cartoline, stampe), a pittori locali e ciò che riguarda la marina (menù, oggetti di bordo, manifesti, cartoline, libri). Valutiamo proposte di libri antichi, ovviamente. Anche materiale pubblicitario raro ed oggetti d’epoca particolari sono sempre i benvenuti. Restauriamo, inoltre, anche mobili antichi.

-Personalmente sono rimasta estremamente soddisfatta nel trovare un volume in latino sulla ‘Teologia Morale’ del 1736 ad un prezzo irrisorio. Sono cimeli storici, meriterebbero molta più attenzione da parte di tutti noi. Chi viene da voi cosa può trovare?       

Veramente di tutto! Dall’oggettistica ai mobili, dalle stampe ai lampadari, da cartoline d’epoca a quadri, da volumi rari del Seicento fino all’ultimo romanzo appena uscito. I libri più antichi che abbiamo avuto erano del Cinquecento. Non dimentichiamo neanche CD e vinili. Da poco abbiamo comprato una bellissima stampa con l’Istria del 1622 molto rara. Tra le altre cose abbiamo anche una riproduzione di portapolvere da sparo, fiabe degli anni Cinquanta, un ferro da stiro a carbone dei primi del Novecento, “el brustolin de caffè” che serviva per abbrustolire i chicchi di caffè crudo – precedentemente comprati – sullo spargher. Con il “brustolin” si facevano girare i chicchi con la paletta all’interno per non farli bruciare. La tostatura avveniva in 30 minuti. Dopodichè i chicchi venivano messi nel macinino per essere tritati e macinati e produrne il caffè in polvere. Questo esemplare, di preciso, è degli anni Venti anche se si usava fare il caffè in casa fino agli anni Sessanta e Settanta. Infine abbiamo anche i classici regali di nozze dei primi Novecento, come le posate in argento fino ad arrivare a macchine fotografiche degli anni Venti-Trenta.

-Avete mai trovato qualcosa di particolarmente importante che qualcuno ha dato via senza dar peso?

Abbiamo trovato tanti anni fa, in alcune case, dei quadri che i proprietari non sapevano valutare, essendo disinteressati li davano via. Abbiamo scoperto, poi, che erano di pittori triestini molto affermati. È sempre più raro, però. Purtroppo niente Raffaello nella bancarella!

-Per quanto riguarda oggetti bizzarri? Qual è il più particolare che avete trovato?

Abbiamo trovato in una casa, anni fa, una specie di seggiolino in legno imbottito su cui ci si sedeva con un macchinario davanti. Mi incuriosiva molto e decisi di prenderlo. Per mesi nessuno ha capito a cosa serviva. Era di fine Ottocento e molto bello visivamente. Abbiamo poi scoperto che serviva per lavorare la pelle per fare le selle dei cavalli!

-Cosa può dare questo locale al giorno d’oggi, soprattutto ai giovani?

Beh, c’è un bel ritorno al collezionismo che riguarda, per esempio, i vinili che interessano molto ai giovani. Io spero sempre in un ritorno alla lettura che aiuta a far pensare e a conoscersi, a riflettere. Il collezionismo del bel libro, della bella carta, della stampa purtroppo è morto. Se vengono a mancare i clienti storici, i giovani non sembrano interessati, è molto triste. Le vendite genericamente calano anche perché i giovani preferiscono andare all’Ikea piuttosto di andare a scegliere dei mobili o dei servizi d’epoca.

-Perchè c’è mobilio a buon prezzo…

In realtà no, non è proprio così. I prezzi dell’antiquariato della fine dell’Ottocento e primo Novecento sono calati talmente tanto che è proprio una questione di gusto. Servizi da dodici di piatti in porcellana, oggi come oggi -quelli moderni- vengono 1200-1500, da noi -similari ma d’epoca-vengono 200-300 euro. Purtroppo si aggiunge il fattore ‘pigrizia’: se abbiamo un servizio con una linea d’oro che è meglio non lavare in lavatrice, i giovani sono meno motivati a comprarlo. È un vero peccato perché la porcellana d’epoca prodotta fino agli anni Settanta non ha niente a che fare con quella odierna: è più lucida e molto più resistente.

-È vero che hanno girato dei film nel vostro negozio?

Certo, hanno girato parecchi film e fiction. Una scena del film “L’Ultima Offerta” di Giuseppe Tornatore è stata girata all’interno, mentre all’esterno sono state girate diverse altre fiction. Da poco hanno girato delle scene nel magazzino. Noleggiamo mobili ed oggetti per le riprese, per ricostruire ambienti particolari girati in periodi specifici. Ciò è una cosa buona anche per la pubblicità della città. Con la fiction “La Porta Rossa” , con Lino Guanciale, abbiamo lavorato molto in entrambe le serie, specialmente nella prima. Nella scena del mercatino sul Molo Audace, ad esempio, abbiamo riempito noi tutti i gazebo.

-Quando è possibile passarvi a trovare?

Siamo aperti dal martedì al sabato, dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30. La terza domenica del mese nelle vie attigue si svolge il mercatino dell’antiquariato e ci siamo anche noi. Per informazioni potete anche contattarci al 040 630866 o scriverci alla mail: [email protected]

Per finire, siamo passati a trovare il padre di Laura, Vittorio Di Pinto, attiguo al negozio con le famose baracchine di libri, presente sempre in via Malcanton.
-Buongiorno Vittorio, in che anno hai aperto le baracchine?

Non ricordo di preciso l’anno. Prima erano carretti normali con delle tende e banchi in legno che ogni sera si tiravano via. Eravamo di fianco la chiesa, in via Rosario. Sono rimasto lì dal 1952 fino al 2002. Poi mi son spostato qui per ragioni di restauro della chiesa.

-Come mai hai voluto iniziare questa attività?

Primo perché mi piaceva leggere, poi perché mio nonno già in precedenza dava una mano ad uno che aveva la bancarella prima di me. Ho iniziato a dare una mano anch’io e alla fine ho deciso di continuare. Possiamo dire che ho iniziato a 18 anni.

-Cosa possiamo trovare da te?
Tratto romanzi, storia e saggistica ma anche riviste d’epoca e fumetti odierni e passati. Purtroppo ora si è perso il gusto di riconoscere la bella edizione da una popolare. Una volta era molto richiesta la Storia Patria, la storia locale di Trieste e dell’Istria, certi libri rari. Ora è decaduto il gusto di certe edizioni. Per i volumi rari, di solito, ‘indirizzo’ al negozio di mia figlia ma qui si possono trovare altrettante belle ‘chicche’.

-C’è un modo per riportare un po’ la gente alla lettura?

I giovani a mio parere si stanno accostando di nuovo alla lettura anche se non alla storia locale bensì alla narrativa impegnativa. Questa comunque è una cosa positiva. Qui, la zona e le abitudini sono molto cambiate, tanti rigattieri hanno chiuso, la via stessa si è trasformata.

-Grazie mille. La presenza di queste baracchine dà un tocco di originalità e di tradizione alla zona, oltre ovviamente a portare conoscenza e buoni libri! Quando possiamo venire a trovarti?

Io sono qui dal martedì al sabato dalle 08.00 alle 18.30-19.00. Vorrei passare la passione a mio nipote che sembra interessato a continuare la nostra attività. Vedremo. Sebbene sia arrivato ad 85 anni, però, non ho intenzione di smettere: questo mestiere è ciò che mi porta avanti.
Il libro è la mia vita.

Michela Porta

Foto di Michela Porta