Endometriosi e infertilità, uno studio del Burlo e di UniTs porta speranze

09.03.2020 – 10:21 – Una ricerca dell’IRCCS Burlo Garofolo e del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste su donne infertili con endometriosi, che segue ricerche internazionali precedenti, rivela che cellule immunitarie chiamate mastociti, presenti nell’addome delle pazienti, potrebbero alterare la funzionalità degli spermatozoi. Si tratta di cellule che hanno origine nel midollo osseo, sono maggiormente presenti nel tessuto connettivo, nelle mucose del tratto respiratorio e gastroenterico, e contengono eparina e istamina. Le sostanze rilasciate dai mastociti potrebbero alterare la funzionalità degli spermatozoi: lo evidenzia lo studio del Burlo e di UniTs, pubblicato in gennaio sulla rivista “Frontiers in Physiology”. L’endometriosi è una patologia invalidante e dolorosa della quale è purtroppo affetto un numero elevato di donne: colpisce, silenziosamente, circa 3 milioni di donne in Italia. Nel 20 per cento dei casi, non causa sintomi, ed ha ampia variabilità, con un picco d’incidenza che aumenta attorno ai 40 anni; le stime indicano una percentuale di infertilità, fra le donne colpite, fra il 30 e il 50 per cento. La causa della malattia è ancora sconosciuta, la mestruazione retrograda è considerata la teoria più accreditata: il sangue riflusso all’interno può infiammare ovaie, intestino, peritoneo. Può dare mestruazioni molto dolorose e provocare dolore durante i rapporti sessuali; i sintomi si accentuano nel tempo, determinando una condizione psicologicamente molto pesante da sostenere per la donna e per la coppia.

Nelle donne con endometriosi, e infertilità, l’infiammazione del peritoneo è associata alla presenza di mastociti, cellule immunitarie che liberano istamina e altre sostanze pro-infiammatorie nel fluido della cavità peritoneale stessa”, spiega Giuseppe Ricci, direttore della struttura complessa, Clinica Ostetrica e Ginecologica del Burlo Garofolo. “Se, come emerge anche da studi precedenti, un ruolo dei mastociti nell’infiammazione connessa a endometriosi sembra ormai assodato, meno chiaro è il meccanismo con cui essi potrebbero indurre infertilità.” Da qui è partito lo studio che ha coinvolto 11 donne infertili con endometriosi, cui hanno collaborato, oltre al team di Ricci, anche Violetta Borelli, ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Vita all’Università di Trieste, e Francesco Fanfani, attualmente in servizio presso l’Unità di Ginecologia Oncologica del Policlinico Gemelli di Roma. Da ciascuna paziente i ricercatori hanno prelevato un campione di fluido peritoneale, per quantificare al suo interno il numero di mastociti e la concentrazione dei loro prodotti. “Un’ipotesi iniziale, poi non confermata sperimentalmente, era che alcune sostanze liberate dai mastociti potessero inibire la vitalità e la motilità degli spermatozoi,” spiega Ricci. Escluso questo meccanismo, i ricercatori hanno pensato di esaminare con un modello sperimentale in vitro le possibili interazioni che si creano fra mastociti e spermatozoi, quando entrambi sono incubati in un campione di fluido peritoneale di pazienti infertili con endometriosi. “Questo test ha dato risultati interessanti, sia dal punto di vista funzionale che morfologico, che sono stati documentati da immagini ottenute al microscopio elettronico a scansione,” spiega Violetta Borelli dell’ateneo triestino. L’aspetto nuovo emerso dallo studio, aggiunge Borelli, è lo stretto contatto fisico che si verifica fra mastociti e spermatozoi quando sono incubati assieme nel fluido peritoneale che caratterizza l’endometriosi. “L’adesione dello spermatozoo al mastocita provoca la sua degranulazione, ed è probabile che le sostanze liberate alterino qualche parametro funzionale degli spermatozoi.”

“Il ruolo preciso dei mastociti nell’infertilità da endometriosi è ancora da definire”, precisa Ricci. “Ma è certo che questo studio schiude nuove prospettive di ricerca per la cura della malattia. Pensiamo che una via da seguire potrebbe essere quella di impedire la degranulazione dei mastociti quando avviene un contatto con gli spermatozoi. Questo, sia per garantire la funzionalità normale degli spermatozoi, ma anche per ridurre il dolore che è associato ai processi infiammatori nelle pazienti.” La stessa “associazione pericolosa” potrebbe essere inibita anche nel tratto genitale maschile, dove esistono prove del fatto che l’interazione fra spermatozoo e mastocita ha effetti negativi sulla funzionalità degli spermatozoi.

[c.s.]