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venerdì, 9 Dicembre 2022

Siria: catastrofe umanitaria. ONG: “Chiediamo vengano cessate le ostilità per rispettare i diritti umani”

06.02.2020-09.00- Nelle ultime due settimane almeno 150.000 persone sono state costrette a fuggire a causa dell’intensificarsi delle ostilità nel nord-ovest della Siria, portando così il numero totale di sfollati dal 1 dicembre a oltre mezzo milione. Una catastrofe umanitaria che colpisce soprattutto donne e bambini, di fronte alla quale Save the Children e altre sette organizzazioni umanitarie lanciano un appello urgente per un cessate il fuoco immediato. Tralasciando le questioni politiche, non si può girare la testa di fronte ai 300 civili uccisi in soli due mesi, di fronte agli sguardi terrorizzati dei bambini che vedono bombe e proiettili ogni giorno. Le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, facendo in modo che i bambini e civili non siano coloro che devono pagare per una guerra non voluta. Con queste parole l‘Inger Ashing, Direttore di Save the Children International, fa luce sulla situazione in Siria. L’Organizzazione internazionale è attiva da oltre 100 anni per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

“A seguito dell’intensificarsi delle ostilità nel nord-ovest della Siria, fino a 800.000 persone che si trovano nelle zone degli scontri saranno fortemente a rischio. Anche le infrastrutture civili continuano a essere attaccate e questo è una ulteriore dimostrazione del clima di impunità. Nelle ultime due settimane, due ospedali sono stati colpiti da attacchi aerei e sarebbero diversi i pazienti e i medici rimasti feriti. Una delle ambulanze della ONG è stata danneggiata e messa fuori servizio per oltre una settimana e, a causa dell’intensità dei combattimenti, si è dovuta ricollocare un’intera flotta di ambulanze. “L’IRC chiede urgentemente la fine della violenza e che sia individuata la responsabilità di chi ha commesso queste violazioni del diritto internazionale umanitario. Un’opportunità è fornita dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sugli attacchi alle infrastrutture civili nella Siria nordoccidentale, che dovrebbe individuare i responsabili e rendere pubblici i risultati“, ha dichiarato David Miliband, Direttore Generale dell’International Rescue Committee.

Solo nel 2019 ci sono stati 85 attacchi a strutture sanitarie nella Siria settentrionale. Il primo mese del 2020 è stato in linea con questa spaventosa tendenza. Dopo numerosi attacchi agli ospedali di Idlib, nel giro di chilometri è rimasto funzionante solo l’ospedale materno-infantile. È stato per questo preso d’assalto da donne e bambini in cerca di assistenza medica urgente. Purtroppo, si è dovuta sospendere la fornitura di cure mediche di emergenza ed evacuare i pazienti e il personale dalla struttura, dopo che un ospedale vicino è stato colpito da numerosi attacchi aerei alcuni giorni fa. C’è un urgente bisogno di supporto per le condizioni sanitarie critiche di donne incinte, madri e neonati nel nord-ovest della Siria e bisogno di protezione immediata e servizi salvavita. Gli abitanti dei villaggi vicini sono stati costretti a fuggire e a muoversi per giorni e giorni, circa 900.000 persone, numero che continua a salire e che va riversandosi lungo il confine turco. I campi sono sovraffolati, ospitano persone cinque volte oltre la reale capienza ed i prezzi degli affitti sono saliti alle stelle. C’è bisogno di aiuto soprattutto per anziani e persone con disabilità. La Turchia ha ospitato generosamente milioni di rifugiati dalla Siria nel corso degli anni, ma i combattimenti stanno spingendo le persone sempre più a nord, perché non hanno nessun altro posto dove andare. Il segretario generale della NRC, Jan Egeland, chiede alla Turchia di permettere a queste famiglie terrorizzate di essere ospitate oltre confine o nelle aree che la Turchia controlla in Siria. Egland, però, chiede soprattutto alla comunità internazionale di fornire con urgenza un ulteriore sostegno in quanto non ci si può aspettare che la Turchia si assuma da sola tale responsabilità. Per evitare che questa catastrofica situazione peggiori ulteriormente, Save the Children, International Rescue Committee, CARE, NRC, World Vision International, Mercy Corps, Humanity Inclusion e People in Need chiedono quindi che le ostilità vengano cessate immediatamente e che sia garantita la protezione a milioni di civili attualmente sotto tiro.

“Tè, zucchero, riso, tutto è molto costoso, anche il pane. Facciamo fatica a trovare denaro per comprare cibo tutti i giorni. Essere sfollati ci ha rovinato. Non voglio comprare carne o pomodori, non lo sogno neanche più, voglio solo impedire ai miei bambini di morire di fame.” racconta uno dei sfollati.

La comunità internazionale deve condannare le violenze in atto e impegnarsi a individuare i responsabili delle violazioni del diritto internazionale umanitario. Dopo nove lunghi anni di sofferenza per i civili siriani, una soluzione pacifica a questo conflitto è ora più urgente che mai.

Non c’è nulla di civile o di umano in tutto questo.

Michela Porta

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