Pecol dei Lupi, difficile convivenza fra rifiuti e ambiente. Liste civiche in battaglia

04.02.2020 – 17.09 – Battaglia contro i rifiuti, in Friuli Venezia Giulia, delle liste civiche “Uniti per Cormons” e “Progetto per Cormons”, che si oppongono al conferimento di nuovi rifiuti nella discarica di Pecol dei Lupi, già oggetto di duri confronti fra i cittadini e l’amministrazione regionale. “Nel 2017”, scrivono le liste nella loro nota alla stampa, “in piena campagna elettorale il nostro attuale sindaco, Roberto Felcaro, con il supporto del sindaco di Monfalcone, accusò il nostro primo cittadino, Luciano Patat, di ‘non aver sbattuto i pugni in Regione’, e disse che avrebbe fatto di tutto per arrivare al post mortem nel più breve tempo possibile. Oggi dove sono i pugni? Sembra sulla testa dei cittadini. Per noi la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini sono priorità rispetto alle speculazioni economiche che si vogliono fare. Sappiamo che per soli interessi economici gli altri sindaci della Provincia di Gorizia puntano a nuovi conferimenti a Pecol dei Lupi. Noi riteniamo che una cittadina che è capofila nella candidatura transfrontaliera UNESCO Collio–Brda, che ha aderito al Contratto di Fiume Judrio, non debba più avere una discarica attiva. Evidentemente i nostri amministratori non ci hanno pensato, oppure a loro questi aspetti non interessano davvero”.

Per le liste civiche, inoltre, risulta incomprensibile la dichiarazione di questi giorni di Isambiente nella quale si afferma che per arrivare alla chiusura bisogna conferire nuovo rifiuto secco proveniente dalla provincia. “Isambiente sembra essersi dimenticata di quanto aveva proposto alla Regione Friuli Venezia Giulia nel 2015, cioè chiusura senza apporto di altri materiali. La Giunta Serracchiani insieme all’assessore Sara Vito e le precedenti amministrazioni comunali si sono sempre battute per risolvere il problema della discarica tanto che a livello regionale si sono adottate tutte le misure per arrivare alla chiusura. Poi conosciamo le vicissitudini giudiziarie sulla proprietà, che hanno bloccato il processo di chiusura; oggi che questi problemi sono superati, sentir parlare di nuovi conferimenti appare anacronistico e preoccupante. Come preoccupa molto quanto dichiarato da Isambiente: afferma che chiuderà certamente la discarica entro il 2021, ma nello stesso discorso dichiara candidamente che non sa quando potrà aprire. Il dato certo è che questa dichiarazione suscita molte perplessità e timori perché si rischia che la discarica non venga mai chiusa”. La relazione presentata nel 2015 da Isambiente, sottolineano le liste, riporta: ‘in seguito alla conclusione del procedimento di riesame dell’AIA (Decreto del 14 novembre 2013 n. 2516), che di fatto non ha consentito il riavvio della gestione ordinaria (tradotto significa che Isambiente aveva già chiesto di riavviare i conferimenti), la Regione ha chiesto di studiare soluzioni alternative che consentissero di arrivare alla posa della copertura finale senza ulteriore apporto di rifiuti’. “La relazione continua dicendo che ‘il progetto non prevede alcuna produzione, né uso, né variazione del trasporto e dello stoccaggio di rifiuti pericolosi, nemmeno di altre sostanze pericolose, principalmente dannose per l’ambiente. Nel corso dell’esercizio si manipolano solo rifiuti non pericolosi già presenti in situ; ne consegue che non è possibile alcuna percezione negativa dell’attività anzi, all’opposto, potrà essere positivamente percepita la prossima conclusione dell’attività di discarica. Diversamente da quanto dichiarato dal Presidente di Isambiente nei giorni scorsi, nel 2015 l’ente stesso scriveva: ‘la modifica richiesta non comporta alcuna variazione sotto l’aspetto del traffico entrante… in quanto all’impatto sociale e dello stile di vita, la chiusura definitiva della discarica senza ulteriore apporto di rifiuti costituisce un fattore positivo rispetto alle attese del territorio’. I dati in nostro possesso ci dicono che non è assolutamente vero che dobbiamo procedere con i conferimenti, le soluzioni alternative c’erano nel 2015 e ci sono oggi. E non comportano problemi per i cittadini. Ma gli interessi degli altri sindaci, che vogliono speculare sui soldi che entrerebbero riaprendo la discarica, sembrano prevalere rispetto a quelli dei cormonesi e dei borgnanesi… in tutto questo, dove sono finiti i pugni da sbattere sul tavolo per chiudere Pecol”?

[c.s.]