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sabato, 25 Giugno 2022

Il caso. La combinazione. La coincidenza. Innovazione poetica

26.02.2020 – 13.06 – Domenica sera mi è successo un altro caso, qualche settimana fa parlavo con il mio amico Lorenzo, tentando di ravvivare la discussione, dicendo che spesso per convincerci evidenziamo situazioni, sogni premonitori e accadimenti che confermano che tutto abbia un senso più profondo. Ma le volte, magari maggiori, in cui non succede ciò che desideriamo le enfatizziamo meno. Due cose erano successe, un sogno che aveva avuto da piccolo che ora si era realizzato e dall’altra l’incredibile apparizione di un uccellino con in bocca un fiore che si era posato sui piedi dello zio(fioraio..) mentre stava salutando il padre per l’ultima volta(terrena).

Domenica dicevo, mi è capitata una casualità stupenda che avrei voluto e cosi è accaduta. La domanda ora che mi faccio è, se tutto segue armonie profonde, qualsiasi cosa ha il suo flusso, quindi non solo le cose positive e non solo le cose di cui ci accorgiamo. Mette una certa bella e stupenda tranquillità pensare così. Ma cosa dobbiamo fare noi? Approfondendo, ci accorgiamo del caso, perché realizza ciò che stavamo desiderando, come per me domenica nel carnevale. Differente per il sogno premonitore che lui non si aspettava e forse una via di mezzo per lo zio, che probabilmente in cuor suo voleva un segno di presenza del padre. Così Lorenzo diceva che quando dal caos(stesse lettere di caso…) il pensiero aggrega e crea ordine, da lì nascono le situazioni. Gli chiesi allora, quando invece abbia desiderato qualcosa che in realtà non è accaduto o addirittura sia accaduto l’opposto. Trovare un senso è una classica tensione dell’uomo che non si rassegna all’assenza di un motivo nelle cose. E sono d’accordo. Ma a volte è così stupefacente e incredibile notare la conseguenza di eventi, passi, strade e scelte prese che portano a un qualcosa che altrimenti non si sarebbe verificato. Se mettiamo al centro noi e i nostri pensieri/desideri, diventiamo noi gli aggregatori del caos che fa accadere, almeno nelle situazioni positive, mentre quando accadono situazioni opposte al nostro desiderio o siamo noi, sempre attivi, che non siamo in sintonia con l’esterno oppure c’è qualcos’altro che governa queste energie indipendentemente dai nostri desideri mettendoci in condizione di passività.

Già la parola “speranza” l’ho sostituita da anni con la parola “confido” che è molto più attiva. Qual è il segreto del desiderio che rotea gira e accade? Mi ricordo che i miei mi facevano l’esempio del desiderio con la commessa per un cameriere. Il desiderio era la portata che si aveva ordinato e il cameriere l’energia e il mezzo per ottenerla. Lasciando il cameriere andare, la portata arrivava presto, se invece lo si richiamava, fermava, interrompeva, la portata(il desiderio) subiva un rallentamento. C’è della potenza nel distacco, come quando pensiamo “da mesi che non incontro xxx…” poi non lo si pensa più e dopo pochi giorni si incontra proprio la stessa persona. Però è vero che certi desideri vanno coltivati e fatte moltissime azioni perciò che alla fine si realizzi. Ma resta questa domenica sera di carnevale. Resta tutto quello che avrei desiderato ma con una percentuale minima che si realizzasse. Invece è successo. Allora, da miseri umani, è bello pensare così. Magari quella stessa situazione doveva accadere perché la scrivessi qui. Ora. E che tu la legga. Tessuti di armonie profonde, ricami lineari o arzigogolati ma sempre uniti. Da qualcosa o per qualcosa. E ora sorrido. Vita incredibile che squassi. Gioie stupende e drammi indimenticabili. Intanto il fiume va e non si chiede del fiume. E il cielo è infinito ma non sa di essere il cielo. E la nostra vita va con mille domande. A volte ci stupisce ma ce lo dimentichiamo presto. Intanto fabbrichiamo ricordi che strabicano i pensieri e ci fanno compagnia nei momenti piatti dove nulla sembra accadere. Ora esco. In questo preciso istante, non prima, non dopo. E l’energia misteriosa frulla e frutta, e noi a bocca aperta, con gli occhi spalancati fra la meraviglia e lo spavento.

[d.b.]

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