Fotografia in lutto: sette scomparsi in pochi giorni

14.02.2020-12.20- Lutto nel mondo della fotografia: alcune personalità italiane del campo, infatti, sono scomparse a distanza di pochi giorni nel mese di febbraio. Lorenzo Salerno, originario di Vittoria (Ragusa) è scomparso la notte dell’11 febbraio dopo una breve malattia. Fondatore, insieme ad Angela Sanzone, dell’agenzia “Lasanzone Eventi” e “Una ragazza per il cinema”, si occupava della promozione di talenti locali nel mondo dello spettacolo e della moda. Nella stessa giornata è scomparso anche Bruno di Carmine, 84 anni, fotografo di Ascoli Piceno. Uno dei primi fotografi delle cento torri, aveva collaborato con le testate locali ed insieme al fratello Ginesio, per decenni, ha lavorato nello studio di corso Mazzini, l’attività di famiglia.

Due giorni fa l’addio anche a Roberto Veronesi, venuto a mancare a 55 anni. Di Sesto Calende (Varese), il suo negozio, “Foto Veronesi”, era un punto di incontro e un riferimento per tutti agli amanti della fotografia. A Casale sul Sacile (Treviso) l’8 febbraio se n’è andato dopo un colpo di tosse, durante il pranzo, Fabio Sguazzin. Anche lui stava combattendo il male che lo aveva colpito. Sguazzin aveva pubblicato una foto su “Vogue” ed un libro dal titolo “Unisono”. Nel settembre 2018 i suoi scatti sono stati inseriti nel libro “Dream Venice – Black – White” con 50 fotografi di tutto il mondo. Nella stessa giornata, durante  un’arrampicata è scivolato nel vuoto Mauro Magagna, fotografo veronese di 55 anni, a causa del cedimento di un moschettone che teneva la corda con cui si stava calando. Con la fotografia naturalistica ha girato molte parti del mondo.

A fine gennaio sono infine scomparsi anche Tonino Tucci ed Edoardo Ansaloni. Il primo, 82 anni di Pescara, ha immortalato eventi culturali e sportivi, ideando il concorso fotografico “L’Aratro D’Oro”. Il secondo, 95 anni di Bologna, è stato il fotografo della Liberazione: suo è lo scatto del 21 aprile 1945, quando i militari polacchi del secondo Corpo d’armata entrarono a Bologna dietro la guida del generale Anders, decretando di fatto la liberazione della città. Le sue foto hanno fatto il giro del mondo e proprio a quei momenti salienti è dedicato il museo-memoriale della Libertà a San Lazzaro.

Michela Porta