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lunedì, 8 Agosto 2022

Esodo e Foibe, Honsell (Open FVG): “Una proposta di legge che strumentalizza un dramma collettivo”

04.02.2020 – 15.46 – “Questa proposta di legge”, così ha evidenziato ieri nell’aula del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia il relatore di minoranza Furio Honsell di Open Sinistra FVG), “è l’ennesima strumentalizzazione di un dramma collettivo, perché in meno di due anni sono state presentate varie mozioni su questa vicenda, che non ha più bisogno di essere portata alla luce in quanto è riconosciuta come una delle tragedie del Novecento e ogni iniziativa, a cominciare dal Giorno del Ricordo, deve condurre a riflessioni rispettose e a commemorazioni volte a unire le comunità, non a dividere”.

I motivi per non approvare la legge sono, secondo Honsell, il fatto che viene posto in capo al Consiglio regionale un ruolo che non è legislativo ma puramente esecutivo e gestionale,
introducendo un protagonismo fuori luogo dell’assemblea legislativa. Inoltre, anche che per trattare una tematica così complessa, che suscita ancora rancori e sentimenti tanto
contrastanti, sarebbe richiesto coinvolgere figure istituzionali che si occupano di Storia contemporanea e, in primo luogo, i Dipartimenti di Storia delle nostre Università. C’è poi, ha precisato il consigliere di Open Sinistra, la legge statale 92 del 2004 che giustifica già il sostegno di iniziative come quelle delineate dal provvedimento regionale. Istituire una legge solamente su queste vicende, senza tenere conto di un più ampio inquadramento e approfondimento sulle caratteristiche e i crimini della guerra imperialista condotta dall’Italia fascista nei Balcani e delle sue politiche totalitarie, nazionalistiche e razziste in quei territori, alimenta una lettura rancorosa, squilibrata e divisiva di questa tremenda vicenda. Soprattutto nelle scuole, invece, si dovrebbe favorire una riflessione e una commemorazione condivisa. “Se davvero si vogliono promuovere concorsi nelle scuole sulla complessa tematica dei confini orientali e della presenza italiana in Istria e Dalmazia per favorire la convivenza civile tra i popoli, allora”, ha concluso Honsell, “andrebbero coinvolte, oltre alle Università, anche rappresentanze istituzionali delle comunità slovene in Italia e italiane in Slovenia e Croazia”.

[c.s.]

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