Dario Hübner, il mito del muggesano ”Tatanka” diventa un libro

28.2.2020 – 17:40 – Nato a Trieste, nel 1967, la sua attività agonistica inizierà nel 1987, nella Pievegina, dopo una lunga esperienza presso la Muggesana, una delle due squadre più illustri del piccolo Comune istroveneto. Nella stagione successiva, il giovane Hubner passerà al Pergocrema, in Serie C2, siglando 6 reti. Nel 1989, firmerà un contratto con il Fano, con cui conquisterà la promozione dalla C2 alla C1. Qui vi rimarrà per tre stagioni mettendo a segno 25 reti. Sarà proprio in questi anni che si guadagnerà sul campo il soprannome di ‘’Tatanka’’ (‘’Bisonte’’ nella lingua dei Sioux). Nel 1992 passerà al Cesena, in Serie B, rimanendovi per cinque stagioni consecutive e conquistando il titolo di capocannoniere nella stagione 1995-1996, con 22 reti. Nel 1997, i bianconeri romagnoli retrocederanno in Serie C1, quindi, Hubner, passerà al Brescia esordendo in Serie A alla veneranda età di trent’anni. Andrà a segno alla prima giornata, allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, contro l’Internazionale (1-2) e anche alla seconda, mettendo a segno una memorabile tripletta personale contro la Sampdoria (3-3). Nonostante le 16 reti del bomber muggesano, la sua squadra a fine stagione retrocederà in Serie B, ma, nella stagione 1999/2000, le 21 reti di Dario porteranno i biancoblu lombardi alla promozione nella massima serie. Nella stagione seguente, Hubner farà coppia fissa con un’altra leggenda del calcio italiano Roberto ‘’Il divin codino’’ Baggio. A fine stagione saranno 17 le reti segnate.

Nel 2001, Hubner passerà al Piacenza, neopromosso in Serie A, permettendo agli emiliani di salvarsi in extremis l’anno successivo, grazie soprattutto alle sue 24 indispensabili reti, che gli valsero il titolo di capocannoniere a parimerito con lo juventino David Trezeguet. All’età di 35 anni sarà, al tempo, il più anziano giocatore capace di vincere la classifica marcatori della Serie A; record che gli sarà strappato solo nel 2015 dal trentottenne Luca Toni.

Nel Maggio 2002, intraprenderà una breve esperienza in prestito al Milan, con cui giocherà solo gli incontri della tournèe americana, senza mettere in rete nessun pallone. A Settembre, tornerà tra le file del Piacenza mettendo a segno 14 gol, diventando così il giocatore che ha siglato più gol in Serie A nella storia del Piacenza (38). Purtroppo, in quell’anno, le reti di Hubner non saranno sufficienti a salvare i biancorossi che, a fine stagione, retrocederanno in serie cadetta.

Nel 2003 lascerà i piacentini per accasarsi all’Ancona, compagine neopromossa in A. La stagione sarà un vero e proprio disastro e nel Gennaio 2004 passerà al Perugia, con cui disputerà le sue ultime due partite nella massima serie, mettendo a segno 3 goal. A fine stagione il Perugia retrocederà in B in seguito ad un chiacchierato spareggio contro la Fiorentina.

Dopo un’annata in Serie C1 in forza al Mantova, Hubner deciderà di abbandonare il calcio professionistico.

La leggenda di ‘’Tatanka’’ diventa un libro:

Dopo aver eseguito un cameo nel video musicale della rock band salentina ‘’Toromeccanica’’ ed esser stato il protagonista del testo ‘’Hubner’’ del cantautore romano ‘’Calcutta’’, il mito dell’attaccante muggesano è diventato anche un libro. Si intitola ‘’Mi chiamavano Tatanka’’ ed è un’autobiografia scritta a quattro mani assieme al giornalista Tiziano Marino.

‘’Il libro racconta tutto della mia vita, dagli inizi, quando ero bambino a Muggia, poi il passaggio nel calcio dei dilettanti fino alla scalata della mia carriera’’ ha dichiarato Hubner in un’intervista per la Radio Rai. ”Oggi vivo a Cremona, sono un felice pensionato e alleno una squadra di calciatori con disabilità. L’unico mio rimpianto? Non esser mai stato convocato in Nazionale. Ma erano altri tempi, allora dovevi dimostrare di saper far bene con costanza, per molti anni consecutivi e la concorrenza era spietata” – ha concluso.