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mercoledì, 17 Agosto 2022

Coronavirus, OMS: “È il momento dei fatti, non delle paure”

02.02.2020 – 14.20 –”Dichiaro un’emergenza pubblica internazionale sul Coronavirus 2019 non a causa di quello che sta accadendo in Cina, ma per ciò che sta accadendo negli altri paesi”. Parole importanti, da soppesare con attenzione, quelle del dottor Tedros Adhanom, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di fronte ai numeri del Coronavirus e a quella che sembra diventato, sotto la spinta dei media e di Internet, un desiderio di isteria collettiva alimentata da sensazionalismo, notizie contraffatte e video o fotografie alterate. Il rischio, serio, rappresentato dalla nuova malattia è stato travolto da un’onda di mistificazione tale da aver portato, per la prima volta dalla loro nascita, gli operatori come Google e i Social Network più popolari come Facebook, Tiktok e Twitter a intervenire attivamente contro il materiale fasullo veicolato dagli utenti, senza attendere segnalazioni. “Non c’è ragione”, ha scritto ancora Adhanom (@DrTedros su Twitter), “di misure che interferiscano senza necessità con i viaggi internazionali e il commercio. Chiediamo alle autorità e a tutte le nazioni di implementare decisioni che siano basate su prove consistenti“.

Sul Coronavirus, in questi giorni, si è sentito di tutto: che sia stato realizzato in un laboratorio segreto di Wuhan nel quale si studiano potenti armi batteriologiche, che i cittadini cinesi stessero studiano una malattia che avrebbero cercato di diffondere in Occidente, che le vittime cadano a Wuhan ‘come funghi, in silenzio’ mentre camminano per strada, che sia necessario rifiutare tutte le merci provenienti dalla Cina in quanto potenzialmente infette, che persino i bambini cinesi nati in Italia siano da tenere sotto osservazione e a casa da scuola in quanto ‘di diversa predisposizione genetica’, che sia opportuno chiudere i porti e le frontiere di fronte all’enorme rischio. “Apprezziamo gli sforzi fatti contro la diffusione di notizie false”, ricorda l’OMS, sottolineando che il governo cinese sta di fatto segnando nuovi record e standard che saranno poi una solida base per il trattamento immediato, in futuro, di avvenimenti simili.

I casi a oggi confermati di nCov-2019 sono circa 12mila, al 99 per cento in Cina e maggiormente concentrati nell’area di Wuhan dove la malattia ha avuto origine; fuori dalla Cina i contagi confermati sono 132, tutti correlati a viaggi o contatto iniziale con persone provenienti da Wuhan o con chi a loro volta era entrato in contatto con loro. I due cittadini cinesi trovati positivi al virus in Italia sono in una condizione seria, dovuta alla polmonite derivante dal virus, però risultano, poste le possibili complicazioni, in via di miglioramento; come è noto, il virus uccide in larga maggioranza persone già deboli e anziane, e in numerosi dei casi d’infezione la malattia sta avendo decorso positivo a casa. Per dare un termine di paragone diverso dalla già citata influenza, le sole morti da infezione contratta nei reparti d’ospedale, in Italia, sono 49mila l’anno; numeri in continuo aumento, di cui non si parla, che vedono il nostro paese segnare il tristemente negativo record di 30 per cento delle morti per infezione di tutti i 28 paesi UE. Una strage continua incapace però di richiamare la stessa attenzione dei 260 decessi finora causati in Cina dal Coronavirus.

Mentre le autorità cinesi e gli organismi internazionali lavorano al contenimento e sconfitta del nuovo virus, con l’annuncio di oggi dello Spallanzani di Roma di averlo effettivamente isolato e di averne depositato la sequenza genetica, passo fondamentale per poter dare inizio al lavoro per un vaccino, le cose che vanno contenute e sconfitte sono la discriminazione e la disinformazione, dando priorità alla solidarietà e alla diffusione di notizie corrette, rinunciando ai sensazionalismi. Basandosi sulle informazioni già diffuse proprio dall’OMS, ecco alcuni punti importanti:

  • la raccomandazione dell’OMS è quella di lavarsi di frequente le mani con acqua e sapone, o di utilizzare un disinfettante se non sono disponibili. Lavarsi le mani al mattino, lavarsi le mani prima dei pasti, lavarsi le mani al rientro dal lavoro, prima dei contatti fisici e prima di andare a dormire. La semplice pratica del lavarsi le mani può ridurre le possibilità di contagio fino al novanta per cento; lo scoprì Ignaz Semmelweis a metà dell’Ottocento, quando capì le ragioni della febbre della puerpera, e proprio in Cina e Giappone l’avevano capito ben prima, eppure tendiamo a dimenticarcene;
  • lavare con cura verdura e frutta prima di consumarle, in particolare se le abitudini sono crudiste;
  • usare un fazzoletto o coprirsi la bocca all’interno del gomito prima di starnutire. Gettare i fazzoletti immediatamente e mettere a lavare i tessuti che sono entrati in contatto con i germi;
  • evitare i contatti stretti e più intimi con chi tossisce e ha la febbre; senza spaventarsi, perché quasi sicuramente non ha il Coronavirus ma il raffreddore o l’influenza, rivolgersi al medico senza nascondere i sintomi soprattutto se si notano difficoltà respiratorie e la tosse e la febbre sono persistenti;
  • evitare, se non si sta bene, di andare al lavoro o in ambienti affollati. Rimanete a casa, richiedendo a seconda delle condizioni l’opportuna assistenza anche attraverso il numero gratuito 1500

L’OMS ha anche chiarito negli ultimi due giorni altri punti:

  • il contagio dal virus avviene principalmente attraverso starnuti e tosse;
  • le infezioni asintomatiche da Coronavirus sono possibili ma sono molto rare: questo è già stato visto nei casi di Sars e Mers. È molto difficile che chi non ne presenta i sintomi ed è apparentemente in buona salute possa essere portatore del virus;
  • potete tranquillamente ordinare prodotti e ricevere a casa vostra oggetti provenienti dalla Cina. I Coronavirus non sopravvivono a lungo nell’ambiente esterno e quindi lettere e pacchetti non richiedono disinfezioni o trattamente particolari;
  • l’aglio non protegge dal Coronavirus (si è letto anche questo). Allo stesso modo l’olio di sesamo, come ricorda l’OMS, può essere delizioso ma non uccide il Coronavirus;
  • i vaccini contro l’influenza o la polmonite non garantiscono la protezione dal Coronavirus, che richiede la creazione di un vaccino specifico.

L’ultima raccomandazione dell’OMS, la più importante, è quella di guardare ai fatti e di riferirsi solo a fonti autorevoli e scientifiche.

[r.s.]

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Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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