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sabato, 26 Novembre 2022

Coronavirus, nessun farmaco pronto. L’OMS smorza gli entusiasmi

05.02.2020 – 23.22 – Non c’è nessuna prova che esista un nuovo farmaco – secondo Mike Ryan, direttore del programma d’emergenza dell’OMS – già pronto per essere utilizzato contro il Coronavirus. L’organizzazione internazionale smorza l’entusiasmo per gli annunci fatti oggi da ricercatori cinesi che avevano comunicato alla stampa di aver scoperto un metodo capace di arrestare l’epidemia o, quantomeno, di trattare i casi di persone in condizioni più critiche. Per ora, scrive l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le terapie disponibili sono esclusivamente coadiuvanti al decorso naturale e per avere dei farmaci specifici o un vaccino ci vorrà ancora tempo; ancora una volta le notizie pubblicate troppo in fretta hanno fatto del male, accendendo in questo caso una luce di speranza purtroppo prematura. L’OMS continuerà a provare tutti i farmaci che potrebbero essere potenzialmente utili e avere effetti contro il Coronavirus, compresi quelli contro l’HIV e l’Ebola; al momento, però, non c’è nulla di specifico.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS stessa, a sua volta si è distanziato dalle critiche fatte alla Cina da John Mackenzie, un membro del comitato d’emergenza sul Coronavirus che aveva definito ieri come “riprovevole” la mancata diffusione iniziale delle informazioni complete da parte del governo di Xi Jinping: “Non penso”, ha commentato Tedros con riferimento alle critiche, “che questo possa aiutare. Facciamo oggi ciò che possiamo fare per prevenire la diffusione della malattia”. Tedros ha anche nuovamente chiesto aiuti finanziari per una cifra stimata in 675 milioni di dollari, già comunicata in precedenza al board dell’OMS: “è molto denaro”, ha sottolineato il direttore dell’organizzazione, “ma è molto meno del conto che ci troveremo a pagare se non investiamo in preparazione adesso. Non possiamo sconfiggere questa epidemia senza solidarietà: politica, tecnica, ed economica“, ha detto ancora Tedros. “Il nostro messaggio va quindi alla comunità internazionale”. Il piano di protezione dell’OMS si rivolge maggiormente ai paesi che hanno sistemi sanitari deboli, per garantire l’assistenza almeno fino al mese di aprile 2020 e metterli in grado di identificare e isolare eventuali malati. L’azione vuole evitare così il rischio di un alto numero di morti in paesi più poveri e non pronti a sostenere l’emergenza, mentre il rischio, per quelli più sviluppati, rimane moderato o basso; a questo scopo, la fondazione di Bill e Melinda Gates ha già messo a disposizione da subito 20 milioni di dollari che potranno salire fino a 100, per proteggere proprio le popolazioni più a rischio e agevolare la ricerca e lo sviluppo di vaccini, metodi di diagnosi e trattamenti.

Mentre l’OMS si impegna sul fronte del denaro necessario e i protagonisti del confronto rimangono sempre la Cina – che accusa gli Stati Uniti di non aver messo a disposizione finora nulla se non parole – e gli Stati Uniti che criticano la Cina per il rischio globale accusandola di aver taciuto e star tacendo i numeri reali, l’interesse per le notizie sul virus, nell’opinione pubblica, sta calando: analizzati da Bloomberg, i dati sul numero di tweet e sulle ricerche Google hanno mostrato, in pochi giorni, una netta flessione, quasi dimezzandosi e ritornando ai valori di interesse di metà gennaio. Era accaduto per la Sars, e in misura ancora maggiore per la Mers.

[r.s.]

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