Storie di una tragedia: l’esodo e le foibe nel libro di Roberto Menia

07.02.2020 – 11.30 – Un libro per ricordare al contempo chi non c’è più e per dare alle nuove generazioni la possibilità di sapere di chi sono figli e nipoti. “Dieci febbraio – dalle foibe all’esodo” scritto da Roberto Menia, è stato presentato ieri pomeriggio nell’auditorium del Museo Revoltella. Si tratta di una raccolta di storie di chi l’esodo l’ha vissuto in prima persona o di chi ha visto qualche famigliare finire nel buio di qualche foiba. Alla presentazione erano presenti, oltre allo stesso autore, Massimiliano Lacota in qualità di presidente dell’Unione degli Istriani e Piero Delbello, direttore dell’Irci. A completare il tavolo dei relatori il noto giornalista di Radio 24, del Tempo e del Fatto Quotidiano, Pietrangelo Buttafuoco.

“Questo libro una volta letto viene voglia di lasciarlo sulla panchina di una stazione o sul tavolo di un autogrill – ha raccontato Buttafuoco con l’enfasi che lo contraddistingue – in modo che altri dopo di noi possano metterci il naso e scoprire una parte della storia d’Italia troppo a lungo taciuta. Un libro che è come sgranare un rosario grazie allo stillicidio di notizie e di avvenimenti puntualmente riportati“. Buttafuoco, siciliano di Enna, ha poi ricordato come negli anni successivi alla guerra molto spesso l’opinione pubblica confondeva l’attualità della Trinacria con la tragedia delle genti del nordest d’Italia.

“Quando da me in Sicilia c’era la caccia al bandito Giuliano – ricorda Buttafuoco – allo stesso tempo c’era chi parlava degli esuli istriani come di “banditi giuliani” che abbandonavano la Terra promessa del socialismo reale”. Un libro, quello di Menia, nel quale si mischia il desiderio di ricordare a qualcosa che merita silenzio e il rispetto. “Questo libro l’ho scritto perché invecchiando ci si rende conto di quanto siano importanti le testimonianze – queste le parole dell’autore – che diventeranno giocoforza sempre più difficile averne. Per questo motivo ho pensato di metterne il più possibile nero su bianco per aiutare a non dimenticare le storie dell’esodo”.

“Molte delle storie che figurano in questo volume molti di noi le conoscono bene – gli fa eco un emozionatissimo Piero Delbello – storie di gente il cui destino ha intersecato le tristezze dei campi profughi a quella della migrazione. Storie di esuli per scelta trasformatisi molte volte in migranti per necessità verso altri continenti.

 

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