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venerdì, 1 Luglio 2022

Gasometro di via d’Alviano: una serata ‘disco’ per cercare investitori

30.01.2020 – 16.10 – Il Gasometro del Broletto: un tempo “usina” per una città viva e brulicante; e oggi vuoto gigante di archeologia industriale, tutelato grazie a una bellezza storico-architettonica risalente alla Belle Epoque e alla Trieste del primo novecento.
Il Gasometro rimase in funzione fino al 1952; poi, proprio quando si valutava la demolizione, la Soprintendenza lo nominò “bene di interesse culturale” nel 1988.
E d’allora lì è rimasto: un menhir industriale le cui dimensioni impediscono un recupero con i mezzi dell’amministrazione pubblica, ma del quale, d’altronde, non si può nemmeno ignorare la presenza. Negli ultimi mesi, a partire dall’autunno 2019, è trapelata l’idea di adottare per il Gasometro l’identica formula utilizzata (con successo) nel caso del Centro Congressi del Porto Vecchio e (con minore fortuna) nel caso di Palazzo Carciotti.
In altre parole reclamizzare il luogo con appositi eventi culturali, volti da un lato ad attirare la cittadinanza; dall’altro a strizzare l’occhio a possibili investitori, tanto italiani quanto stranieri. Il Centro Congressi ha poi assistito all’utilizzo di una formula mista pubblico/privato detta project financing, che permette di mantenere una forma di controllo del Comune pur in presenza d’investimenti privati.

Recentemente, a seguito di una diretta sui Social dell’assessore responsabile del Comune di Trieste, Lorenzo Giorgi, l’argomento è tornato d’attualità: e non si parla più solo di concerti, ma di una seratadisconel Gasometro. Un’idea che sembra piacere ai giovani, almeno stando alle reazioni su Internet.

L’assessore, contattato al telefono, ha immediatamente messo in chiaro come le due organizzazioni responsabili siano rispettivamente il Rotary e il Comune di Trieste. Nonostante i “limiti dovuti alla sicurezza e alla capienza molto inferiore rispetto a quella che un domani dovrebbe avere“, si è deciso di fare “una serata, probabilmente il venerdì sera, riferita ai più giovani; la possiamo chiamare discoteca, disco-bar, è ancora in divenire; e il giorno dopo un evento per le altre fasce d’età; può essere jazz, così come musica classica, ecc ecc“.

Una democratizzazione dei “Concerti col caschetto“, i quali avevano riscosso un buon successo presso il palazzo Carciotti. “Il Comune non ci mette un soldo – ha precisato l’assessore – ma ci mette solo la proprietà; co-organizza“. I due concerti saranno infatti possibili grazie alla disponibilità del Rotary, tradizionalmente molto vicino a Trieste e al suo patrimonio storico-architettonico.

Finora non si è ancora deciso la data esatta” – ha ricordato Giorgi – ma i due fini ultimi rimangono far conoscere ai cittadini il patrimonio costruito della città (in questo caso un’area che pochissimi hanno visto dall’interno) e in secondo luogo mostrare al mondo esterno che esistono delle possibilità di investimento e dunque in questo caso di possibile project financing; come nell’esempio del quartiere di Simmering, a Vienna, l’obiettivo rimane individuare qualcuno che investa su Trieste, con tutti i posti di lavoro e la ricchezza che ne derivano. Questo dunque il doppio ruolo che in questo caso passa attraverso la musica.

Intanto i lavori fervono; i responsabili stanno compilando i piani di sicurezza, mentre l’ingegnere responsabile ha già compiuto tre riunioni tecniche per valutare i possibili ostacoli che si frappongono a questa nuova serata “disco”.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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