Niente rimonta finale per l’Allianz: all’Enerxenia Arena ride ancora Caja

19.01.2020 – 19.28 – Tra l’andata e il ritorno con Varese passano apparentemente un girone ma se si guarda bene c’è di più. Passa un cambio di proprietà, una conferma (Dalmasson) un addio (Elmore) e tre acquisti. Soprattutto passa un cambio di progetto che ora non passa più dalle scommesse ma dalle certezze e dall’esperienza portata dai nuovi, tutti in campo anche se ancora da integrare completamente. L’occasione per amalgamarli meglio è anche l’assenza di Jones. A differenza della sciagurata gara dell’Allianz Dome, stavolta Trieste ha retto nella prima metà ma è finita crivellata dalle triple lombarde, come fu già nella stagione scorsa al ritorno. I biancorossi hanno perso la partita lì e il tentativo di rimonta finale disperato ma quasi efficace, spinto da un Fernandez indiavolato, resterà confinato nei tabellini. La reazione biancorossa nel momento più buio, quando i ragazzi di Caja erano a +20, non deve passare insservata: un girone fa alle prime falle molti abbandonarono la nave.

Il parziale di Varese in apertura (6-0) è ricomposto dal buon inizio di Justice (2\2 da fuori all’inizio e 16 pt finali) e dall’impatto di Cervi che, come Peric contro Venezia, sfrutta l’effetto ex come carburante per il controparzale di 10-0 dei triestini che arrivano fino al vantaggio di 18-12, ma Varese rientra: break di 8 a 2 e pareggio sul 20 pari. Peric corregge l’errore di Hickman e tiene l’Allianz avanti di un’unghia ma Peak, a rischio taglio prima di stasera (20 pt, 4\5 da tre, 6\6 ai liberi), comincia la sua sfilata dal perimetro con la tripla del +6 varesino. Qualche ritardo di Trieste in copertura permette le triple di Varese (6 triple nella prima metà di gara) ma Fernandez sulla sirena dell’intervallo lungo spreme una gemma dall’ultimo secondo rimastogli e fa rientrare tutti in spogliatoio sul 42-38.

L’inizio di ripresa però è un piano inclinato per l’Allianz, buoni segnali da Washington ma la tripla di Peak (51-43) dà il via allo strappo decisivo di Varese, che si prende la scena ringraziando un meccanismo difensivo ospite non sempre puntuale: 7 triple solo nel terzo periodo sono un salasso che si traduce nei 33 punti messi a segno dalla Openjobmetis nella terza frazione. Col passare dei minuti il vantaggio lombardo si dilata, due bombe di Vene scrivono +8, Washington (alla fine 16 pt, 3\3 da tre, 6 rimbalzi e 3 assist) ricuce da fuori ma un’altra bomba di Tambone spinge Varese a +12. Washington da tre riduce la distanza a -10 ma l’intensità difensiva dei padroni di casa aumenta e in avanti a ogni mano che si alza corrisponde una rete che si muove. Jankovics da fuori allo scadere aggrava l’emorragia giuliana che raggiunge il punto più critico sulla penetrazione dello stesso lettone per il +20.

A questo punto però i ragazzi di Dalmasson reagiscono con una bomba di Fernandez ad aprire il break di 9-0 a metà ultimo quarto. Una bomba di un orgoglioso “Lobito” scoccata con i piedi in Argentina e una di Justice riportano lo svantaggio a una cifra (-7), ma un super Tambone (MVP a fine partita, 16 pt, 5\5 da due, 4 rimbalzi e 4 assist) risponde. Trieste rimane lì e con il 2\2 ai liberi di Mitchell torna sotto (87-80).
Un’altra tripla di Fernandez, anima della squadra, vale il -4 ma il pallone del possibile -2 sfuma in mano a Justice. Mayo, mattatore dell’andata, fa 2\4 a cronometro fermo e rimanda gli ospiti a distanza di sicurezza. Il canestro di Mitchell dalla media è il timbro su un finale biancorosso in crescendo che però non evita il verdetto: 91-85, contro Caja non c’è niente da fare, Trieste resta penultima insieme a Pistoia.