09.01.2020 – 18.04 – Non cessano le problematiche per il Cpr di Gradisca. Certamente forti sono gli ostacoli; tanto dalla popolazione gradiscana, contraria a sopportare in una piccola città due realtà “ingombranti” come il CARA e il Cpr, quanto dalla burocrazia. Il nuovo Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) infatti non prevede solo muri e sorveglianti, ma tanta carta: un ingente carico burocratico che dovrà venire svolto dall’ufficio del Giudice di Pace di Gorizia. L’ente si compone di un magistrato, 5 dipendenti ministeriali e una sola “riserva”, un solitario impiegato distaccato dall’amministrazione gradiscana. L’ufficio è già oberato dall’incubo di portare a termine 2300 procedimenti civili e penali, senza considerare il carico di lavoro inflitto dall’aver voluto accorpare Gorizia, Monfalcone e Gradisca. A tutto questo si aggiungeranno adesso i faldoni e le procedure richieste dal Cpr e dalle sue espulsioni.
Passando dalla carta ai distintivi, il funzionamento del Cpr sta dimostrando quelle carenze di effettivi lamentate negli anni dai Sindacati di Polizia: non c’è infatti un personale appositamente preparato, quanto piuttosto una compagine raccogliticcia prelevata dai reparti che agiscono in zona. Come riporta Tgr Fvg, gli organici di polizia sono stati tolti ad altri servizi di ordine pubblico. Per il momento, in attesa di espulsione, sono detenuti 66 migranti, ma il numero salirà nei mesi a venire, complice l’arrivo della primavera.


