Settimana di feste, viabilità triestina e auguri

27.12.2019 – 19.29 – A Natale siamo tutti più buoni? (mah). Dimostriamo più buon senso? (chissà). Vediamo. Lunedì, antivigilia di questo Natale 2019, devo fare delle commissioni a Trieste, in centro città: sono circa le 11.30, ovviamente mi muovo a piedi, e inizio a percepire un traffico veicolare, e anche pedonale, rilevante. Ai portici di via Carducci salgo su un autobus, abbastanza pieno, atteso da molta gente in fermata; percorrere un tratto di 200 metri circa, fino alla via Palestrina, richiede 8 minuti, grazie anche alla presenza della Polizia locale che coordinando migliora la situazione. Passato quell’incrocio, si “scorre”, ma non poi più che tanto. Circa un’ora dopo, per velocizzare decido di prendere un taxi: il traffico è sensibilmente aumentato, siamo in fila, fermi. Commento, chiacchierando con l’autista, sulla scarsità di corsie preferenziali, che se in numero più significativo sicuramente agevolerebbero lo scorrimento dei mezzi pubblici triestini. Sento la voce dell’operatore della centrale taxi comunicare congestioni del traffico: da San Giacomo, a viale D’Annunzio, alla zona Ospedale e via così, con conseguente impossibilità di evadere servizi in tempi logici. Vedo fermate con abbastanza gente in attesa di un bus imbottigliato nel traffico, e quindi probabilmente in ritardo, occupate da vetture private in sosta: lo stesso vale per le aree di scarico merci, che costringono furgoni operativi alla sosta in doppia fila. Gente a piedi, non curante dei semafori, attraversa sulle strisce col rosso; ma passa anche fuori dai passaggi pedonali, passa dove capita. Veicoli con pedali dalle sembianze di uno scooter sfrecciano un po’ sulla sede stradale per la marcia dei veicoli veri, e un po’ sul marciapiede, conducente senza casco, probabilmente senza assicurazione, come anche i conducenti delle normali biciclette, mediamente irrispettosi del codice della strada. Manovre di ogni tipo, in barba al codice ed alla segnaletica. Rifletto: non vorrei mai fare l’autista di professione. E meno male, però, che ci sono. Torniamo al buon senso: pur essendo sempre di base un ottimista, mi chiedo che senso abbia avere atteggiamenti difformi al codice della strada e alle buone abitudini, che finiscono solo per generare caos e rischi? Un buon proposito per l’anno prossimo: miglioriamoci. E buone feste.

Francesco Ferrari