05.12.2019 – 17.30 – Diventa sempre più importante, l’attività di raccolta e riciclaggio dei rifiuti, attraverso la differenziazione dei materiali di scarto, prodotti ogni giorno in grande quantità. Per questo motivo, i vari Comuni si sono attivati per promuovere la separazione e il recupero dei materiali che possono essere trasformati e portati a nuova vita; si cerca così di arginare quella che è una strada senza uscita che porta al sovra-inquinamento del nostro pianeta. Non tutti però hanno una mentalità green, l’unico verde che vedono è quello dei soldi e la possibilità di guadagnare a spese dell’ambiente, non è la prima volta che vengono eseguiti controlli, in tutto il territorio italiano, scoprendo discariche e depositi abusivi o siti di riciclaggio non in regola.
Questa volta è toccato ad un’impianto di stoccaggio e riciclaggio della plastica sito a poco più di 20 km da Pordenone, esattamente a Valvasone-Arzene che è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri del Noe di Udine. Gli accertamenti dei militari dell’Arma, finalizzati al monitoraggio delle ditte che lavorano nell’ambito del riciclaggio della plastica, hanno portato alla scoperta delle violazioni nell’azienda; l’amministratore della società è ora indagato per stoccaggio di rifiuti non pericolosi senza autorizzazione, gestione illecita degli stessi e scarico industriale non autorizzato, contestata inoltre l’assenza della SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività e, del CPI -Certificato di Prevenzione Incendi.
I rifiuti sarebbero infatti stati stoccati in violazione delle prescrizioni autorizzative, scoperto anche un deposito nell’area esterna di un’azienda attigua, il tutto ha portato al sequestro per un valore di 2,5 milioni di euro, dello stabilimento di 8mila mq e del materiale plastico accatastato, destinato al riciclaggio, un volume pari 5mila metri cubi. I controlli del Nucleo Operativo Ecologico, unitamente al personale del Servizio rifiuti e siti inquinati di Udine, dell’ARPA e dei VV.F. di Pordenone, hanno permesso di accertare le violazioni in ambito gestionale e ambientale, del ciclo produttivo dei rifiuti trattati e dello scarico industriale dalle acque meteoriche dilavanti sul terreno. L’amministratore della ditta compiacente che ha concesso l’utilizzo delle aree di pertinenza dell’azienda per lo stoccaggio di circa 500 mc di rifiuti, è stato deferito in concorso, per il reato di stoccaggio di rifiuti non pericolosi senza autorizzazione. [Foto di repertorio]


