11.12.2019 – 16.48 – Reddito di cittadinanza, verso il 2020 con novità. Arriva la prima trasformazione al cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, peraltro per mano del Movimento stesso. Saranno state le critiche, le perplessità o l’opportunità comunque di procedere verso gli scopi prefissati, soprattutto quello della ricerca attiva di lavoro, attraverso il supporto dei Centri per l’Impiego, da parte di chi finora ha goduto di fatto di un sussidio; in ogni caso un emendamento annunciato già da tempo dal M5S, approvato dopo il passaggio in Commissione e inserito nella Legge di Bilancio 2020 stabilisce ora la sospensione, non la decadenza, del beneficio del Reddito di cittadinanza per chi trova lavoro e viene assunto con contratti di breve durata. Anpal ha da poco comunicato che da settembre a novembre la cosiddetta ‘fase due’ – quella attiva – del reddito di cittadinanza ha inserito 18mila nuovi lavoratori; un numero che, di fronte a due milioni e mezzo di disoccupati e a una sostanziale stabilità del numero di persone che il lavoro neppure lo cercano, non è particolarmente confortante, soprattutto se rapportato al fatto che la leggera crescita nell’occupazione è dovuta principalmente a chi decide di provare a essere indipendente (imprese e partite iva) e a un numero di persone, fra quelle che ricevono il Reddito di cittadinanza, ritenute ‘inoccupabili’.
Il Reddito di cittadinanza sarà quindi ora sospeso per i contratti a breve termine, così come accade già per l’assegno di disoccupazione, Naspi, se il lavoro viene trovato con un contratto che non superi i 6 mesi di durata; potrà riprendere a essere erogato al termine dello stesso. Fa discutere però ora proprio una differenza che si viene a creare fra Reddito di cittadinanza e Naspi stessa, ovvero l’eliminazione dell’assegno di ricollocazione per i percettori della disoccupazione, mentre il Reddito di cittadinanza continua a essere erogato. Inoltre, l’agevolazione per le aziende che assumono i beneficiari del Reddito di cittadinanza potrebbero influire, questa l’opinione del Cnel, sulla scelta che il datore di lavoro fa, creando una preferenza nei confronti di chi riceve quest’ultimo rispetto ai disoccupati Naspi, in particolare della fascia d’età più elevata; secondo il Cnel, l’assegno di ricollocazione dovrebbe essere reintrodotto per entrambe le categorie di potenziali lavoratori, sia Naspi che Rdc.
[c.s.]


