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mercoledì, 10 Agosto 2022

Premio Giulio Regeni: cinque i riconoscimenti conferiti dal Miur

23.12.2019 – 09.55 – E’ in memoria di Giulio Regeni che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso un decreto del ministro Lorenzo Fioramonti, d’intesa con la famiglia del ragazzo, ha deciso di istituire un premio atto a “promuovere le attività di studio e ricerca nelle scienze umane e sociali” come spiegato dallo stesso ministro. Nello specifico si tratterà di cinque riconoscimenti conferiti dal Miur, intitolati al giovane dottorando dell’Università di Cambridge, scomparso il 25 gennaio 2016 al Cairo (Egitto), dove si trovava per svolgere la sua attività di ricerca, e dove il suo corpo straziato venne ritrovato otto giorni dopo su una scarpata nei pressi della periferia della città. I premi verranno conferiti ogni anno il 15 gennaio, data di nascita di Giulio, e andranno alle tesi di laurea magistrale e di dottorato dedicate al tema dell’attuazione concreta della tutela dei diritti umani in ambito economico, sociale e politico, le quali saranno valutate da una commissione nazionale nominata dallo stesso ministero e di cui faranno parte anche i genitori di Giulio. “Sono per fortuna molti i giovani ricercatori italiani, e non solo italiani, che continuano a viaggiare nel mondo, spesso in zone difficili e complicate, spinti dalla curiosità e dalla passione per la ricerca” ha evidenziato il ministro Fioramonti “è a loro, ai tanti ‘Giulio’ che lasciano la propria casa” che “dedichiamo questi premi”.

Per quanto concerne le indagini sulla morte del ragazzo, pochi giorni fa il pm Sergio Colaiocco, ascoltato assieme al procuratore Michele Prestipino davanti alla commissione di inchiesta sulla morte del giovane, ha affermato: “Intorno a Giulio Regeni è stata stretta una ragnatela dalla National security egiziana già dall’ottobre prima del rapimento e omicidio. Una ragnatela in cui gli apparati si sono serviti delle persone più vicine a Giulio al Cairo tra cui il suo coinquilino avvocato, il sindacalista degli ambulanti e Noura Whaby, la sua amica che lo aiutava nelle traduzioni”.
“La Procura continuerà con determinazione a compiere tutte le attività per continuare ad acquisire elementi di prova per accertare quanto accaduto”, ha sottolineato Prestipino aggiungendo “grande è stata l’azione portata avanti dalla famiglia che ha costantemente esercitato un’attività finalizzata alla ricerca della verità”. (Fonte Ansa)

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Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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