Porto di Trieste, MSC all’ottavo posto per produzione di CO2

12.12.2019 – 20.30 – La scorsa primavera, a marzo 2019, la città festeggiava l’arrivo della “Ephesus Seaways” (DFDS), il più grande traghetto merci mai approdato nel Porto di Trieste. Un anniversario agrodolce, considerando come quello stesso traffico fosse fortemente in crisi per le fluttuazioni della lira turca, principale partner commerciale. Nel 2016, invece, il Porto accoglieva tra grandi celebrazioni la “MSC Paloma”, la più grande nave portacontainer mai approdata nell’Adriatico. Secondo una ricerca di Transport & Environment proprio questo genere di grandi navi celebrate come “volano” per la città risulterebbero tuttavia tra le più grandi produttrici di CO2 in Europa. Specificatamente la MSC (Mediterrean Shipping Company) del Gruppo Aponte risulterebbe addirittura al primo posto nell’ambito del trasporto marittimo per l’inquinamento, mentre si classificherebbe all’ottavo nella classifica delle imprese europee.

Secondo Transport & Environment, la compagnia marittima MSC produrrebbe 11 milioni di tonnellate all’anno di CO2 (2018). Un inquinamento tale da garantirle l’ottavo posto, superata solamente da sette centrali elettriche a carbone. Un’altra conoscenza familiare a chi segue le vicissitudini del Trieste Airport è invece la compagnia aerea Ryanair che “vince” un decimo posto per le emissioni di CO2. La MSC inquina a tale punto che copre il 25%, cioè un quarto, dell’intera produzione di CO2 del trasporto marittimo nel Mediterraneo; proprio una concorrente della DFDS, la Maersk, la tallona a breve distanza, con 8,22 milioni (18,6%). Segue infine la Cgm Cma con 5,67 milioni di tonnellate (12,8%). La Maersk è danese, contraddicendo lo stereotipo dei paesi del nord “ecologisti”, mentre la Cgm Cma è francese. Le tre compagnie da sole emettono così oltre la metà del CO2 prodotto dal traffico dei container. Ad aggravare la situazione tutte e tre le compagnie approfittano degli sgravi fiscali dell’Unione Europea che incentivano un consumo notevole dei combustibili fossili nel campo marittimo.

A fronte dell’inquinamento prodotto dalle “navi bianche” per il turismo e dalle portacontainer per la portualità, occorre domandarsi come conciliare la crescita economica della città con un inquinamento chiaramente insostenibile. Il Porto tuttavia già si muove a questo proposito, grazie alla valorizzazione del sistema ferroviario e alla presa di coscienza della MSC, la quale – almeno in apparenza – ha annunciato di voler investire sui biocarburanti.

(Fonti: Transport & Environment, Shipping company carrying your Christmas presents joins the EU’s top 10 polluters)