La calamita. Innovazione poetica

18.12.2019 – 11.46 – La calamita, uno specchio e un’antenna. Si dice un po’ per calmarsi un po’ perché è vero che esiste un’energia o addirittura legge dell’attrazione. Ma sì, se sei positivo e buono attrai cose buone e il suo contrario. Potremo a riguardo trovare situazioni nella nostra vita che sicuramente sono andate così. Come no. Già immaginare di essere stati positivi e buoni è presuntuoso essendo noi un turbine di tutto. Di interessante è il procedimento successivo, trovare un significato alle cose è una tensione umana e non ci dobbiamo meravigliare di volerlo trovare sempre. Non sempre forse le cose hanno un senso. Non sempre forse ci attraiamo cosa emaniamo. O forse sì. Si può solo sperimentare su di noi per arrivare più in profondità. A volte però l’attrazione ci
stucca, ci sassa e sentiamo che non è una coincidenza. Ci sono livelli da superare,
situazioni che si ripresentano giorno dopo giorno, ciclo dopo ciclo, relazione dopo
relazione. È qui che prendiamo in mano lo specchio. Se ci attraiamo cosa siamo,
l’esterno è il riflesso del mondo che ci appare. Noi vediamo sempre il mondo con i
nostri occhi, mai con quelli di qualcun’altro. L’esterno, l’ambiente, l’altro, il mondo, il
fuori da noi è l’unico vero specchio. Se togliamo il vetro, il mare e le pozzanghere non
avremmo avuto così tanta occasione di vedere come siamo. Come la nostra identità ci
viene attribuita dagli altri così il nostro più vero specchio è ciò che ci accade e chi
attraiamo. Potremo trovare fonti di buoni buoni che… e di cattivissimi che… hanno
passato vite all’opposto di ciò che emanavano, ma su questo e gli altri, chissà. Di
sicuro le situazioni che attraiamo sono sempre soddisfazione di un bisogno, evidente
e manifesto come nascosto. Si ritorna a pensare ora quali siano le regole da seguire,
come sempre confidare in un prontuario e in una guida per ottenere le giuste
attrazioni. Direi che invece sia più semplice e crudo partire da quali siano state le
ultime situazioni in cui ci siamo attratti persone o accadimenti positivi e negativi. Mi
resta sempre impresso e trovo stimolante che si tende a criticare gli altri quando
vediamo qualcosa di noi, quella parte che ci urta. Questo è un ottimo pensiero. In
ogni sfuriata celebrale, ansia o rabbia pensiamo se quella critica o quel fastidio non
rappresenti qualcosa che non sopportiamo di noi. D’altronde si diceva così dello
scandalo, ciò che scandalizza è qualcosa che percepiamo mini la nostra identità e
sicurezza da turbarci e spersonalizzarci. E poi un antenna, pronta, che non è la
calamita per attirarci energie buone, non è lo specchio per guardare gli altri, il mondo
e ciò che ci accade come riflesso di noi, ma che becca la frequenza fra i cieli e le
tubature, oltre ai radar e le stalattiti, che raffina le orecchie e bacia il timpano, una
parola, un’intuizione, noi veri, nudi, mandarci da un’altra parte, il famoso nucleo in
fondo in fondo o il giallo sole dove dobbiamo arrivare. La vita è per questo. Con
queste tre cose ora, mi vado a riposare o forse esco. Esco e corro. Nell’aria attraverso.
E la calamita attira il profumo di mare al naso e mentre le scarpe fanno il tempo e il
passo e i muscoli corrono corrono e si contraggono, nello specchio appare un
miraggio e nell’antenna un presentimento.

[d.b.]