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martedì, 4 Ottobre 2022

Ddl riforma sanitaria, Honsell e Cosolini: “Il problema non è ciò che dice, ma quanto non dice”

01.11.2019 – 08.00 – “Nel disegno di legge sulla riforma sanitaria il problema non è tanto quello che viene detto, quanto quello che non viene detto.” Ad affermarlo i consiglieri regionali Roberto Cosolini del Partito Democratico e Furio Honsell di Open-Sinistra FVG, nel corso dell’incontro pubblico svoltosi giovedì 28 novembre, dal titolo “Riforma sanitaria: considerazioni e proposte“, organizzato dai due gruppi, i quali, come spiegato dallo stesso consigliere dem, hanno espresso voto contrario in Commissione sanità sul disegno di legge che giungerà in aula per la sua discussione e approvazione tra mercoledì 4 e giovedì 5 dicembre.
“Innanzitutto” ha dichiarato Cosolini “il nostro giudizio critico parte dal fatto che un anno fa, in occasione del primo ddl che ha ridisegnato l’organizzazione e il perimetro delle aziende sanitarie, il centrodestra aveva già fatto marcia indietro su uno dei suoi principali slogan della campagna elettorale, ovvero superare l’integrazione tra ospedale e territorio, facendo da quel punto di vista una scelta di continuità che non può che essere a questo punto confermata in questo ddl. Riteniamo quindi eticamente, moralmente e politicamente inaccettabile dire che si era ‘scherzato’ in quel frangente.” Un giudizio politico negativo quello del Partito Democratico che, ha sottolineato ancora il consigliere “verrà in qualche misura anche simbolicamente rappresentato dal fatto che chi ha fatto la campagna elettorale, in particolare a Trieste, Walter Zalukar (FI), che martedì entrerà in Consiglio regionale al posto di Camber, sarà probabilmente uno dei più estremi oppositori del ddl Riccardi, e lo sarà, gli va dato atto, su posizioni che sono coerenti con quelle che il centrodestra aveva dichiarato in campagna elettorale.”

“La seconda considerazione negativa”, ha poi continuato Cosolini, riguarda il fatto che vi siano “numerose affermazioni di principio in questo ddl, talmente generiche che è difficile non condividerle; ma quando si scende nel merito, il problema non è quello che la legge dice, ma il tanto che la legge non dice, lasciando in maniera troppo generale e indiscriminata a successivi atti deliberativi della Giunta regionale o di gestione di direttorio. Riccardi” ha spiegato ancora l’esponente dem “ha motivato questa scelta con la necessità di distinguere fino in fondo la funzione legislativa che deve indicare la grande direzione di marcia, l’azione di governo della giunta che indica obiettivi più contenuti, l’azione di gestione delle aziende dei direttori e delle strutture che in qualche modo decidono le azioni per raggiungere questi obiettivi. In questa affermazione che porta a rimanere su dichiarazioni di principio c’è una strumentalità” ha aggiunto “cioè di voler lasciare tutta una serie di nodi che vengano affrontati in una situazione che sfugge al confronto politico tra maggioranza e opposizione.”
Non troviamo una risposta fondamentale” ha infine concluso il consigliere “ovvero alla domanda di come si garantisce un equilibrio all’interno del sistema pubblico che ne garantisca la sostenibilità – economica e di un modello di sanità pubblica che sia universale, accessibile e fortemente qualificata sul piano dei servizi – e, conseguentemente alla forza negli anni a venire, non c’è neanche una risposta a una domanda di investimento in professionalità e tecnologie, nonché su liste d’attesa, emergenza, reti, formazione, digitalizzazione ed in particolare sui distretti”.

“Credo sia una legge che con molta chiarezza è lì solamente per far si che dal punto di vista mediatico e propagandistico non si faccia più riferimento alla legge del governo precedente” ha affermato il consigliere Furio Honsell, definendo il ddl “sostanzialmente inutile” nonché “quasi un paradosso legislativo che dice che non si legifera, rimandando ad oltre una trentina di atti di giunta o regolamenti o atti aziendali, a cui si aggiungono tutta una pletora di nuovi enti, tuttavia senza che si capisca chi deve fare cosa. E’ una legge” ha aggiunto “che in qualche modo apre il varco a gestire in modo autonomo e indipendente tutti i futuri sviluppi e io credo che questo viene fatto proprio per poter lasciare tutto come prima”. Il consigliere ha infine evidenziato il rischio di come, “una legge, non decidendo nulla, possa correre il rischio di essere facilmente impugnabile.”

 

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Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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