Al via a Trieste il vertice InCE. Scintille su OGS fra il ministro Fioramonti e Maria Cristina Pedicchio

12.12.2019 – 22.48 – Ha preso il via questa sera a Trieste all’Hotel Greif Maria Theresia, con una serata di networking, e proseguirà domani, venerdì 13 dicembre, presso il Palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in Piazza dell’Unità d’Italia, l’incontro dei Ministri della ricerca, dell’innovazione e dell’istruzione superiore degli Stati Membri dell’Iniziativa Centro Europea (InCE) nell’ambito della conferenza ministeriale per la “Cooperazione regionale scientifica e tecnologica a favore dello sviluppo sostenibile dei Paesi InCE”. Il vertice, presieduto dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, è organizzato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale OGS per conto del MIUR, in collaborazione con l’InCE stessa, la cui presidenza di turno è esercitata dall’Italia e che a Trieste ospita il proprio Segretariato Esecutivo, e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’Italia guarda quindi, anche attraverso l’InCE, all’est Europa. “Noi siamo un paese cerniera”, ha ricordato Fioramonti, “tra culture diverse. Abbiamo un legame tradizionale con la parte orientale dell’Europa. È fondamentale un dialogo sempre più incalzante e significativo su alcune tematiche fondamentali: formazione, ricerca, innovazione. Tutti settori nei quali l’Italia può giocare un ruolo fondamentale proprio tra l’Europa occidentale che in alcuni settori sta arrancando e quella orientale che ha tante capacità di crescita che possiamo sfruttare e agevolare con la nostra creatività”.

Al centro della conferenza, sia il tema fondamentale dell’istruzione e del Capacity Building che quello dell’energia, nel quadro della rinuncia alle fonti fossili, e dell’ambiente. In particolare in merito all’ambiente e all’Eni, e alle recenti discussioni sul suo ruolo, il Ministro ha ricordato che “è un grande asset strategico, che ha a disposizione spazi importanti per decarbonizzarsi e accedere a settori altrettanto strategici come, ad esempio, l’idrogeno e le nuove rinnovabili. Alla domanda se sono favorevole a nuove esplorazioni nell’ambito del petrolio, ho detto chiaramente che la decarbonizzazione prevede una moratoria sulle stesse. Se continuo a esplorare per cercare nuovi giacimenti di petrolio, è difficile dire che sto decarbonizzando. Le Nazioni Unite ci dicono che noi possiamo generare sessanta milioni di posti di lavoro nel mondo attraverso una riconversione accelerata. E un posto di lavoro non riconvertito rischia di perdersi, perché l’economia cambia. Io non farei riferimento solo ai posti di lavoro di oggi, ma ai tanti posti di lavoro che non si generano se non facciamo scelte di riconversione dell’intero asset industriale ed energetico. È una grande sfida: la promozione di una nuova rivoluzione industriale”. Alla conferenza è prevista la partecipazione, oltre a Roberto Antonione, Segretario Generale InCE e della delegazione InCE, di 15 Delegazioni provenienti da altrettanti Paesi (Belarus, Bosnia Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Montenegro, Moldova, Macedonia del Nord, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Ucraina). I lavori saranno aperti dall’intervento del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Il principale risultato della conferenza sarà la “Dichiarazione di Trieste sulla Scienza“, che esalterà l’importanza della cooperazione tra centri di eccellenza e sistemi di scienza e innovazione in tutta l’area InCe. Al centro dell’attenzione di Fioramonti, naturalmente, la scuola: “Sulla scuola stiamo facendo passi in avanti importanti. Per arrivare alla media europea, questo paese avrebbe bisogno di forti investimenti su istruzione e ricerca ma non li fa. Parlare di sufficienza non è appropriato e io ho sempre parlato, per quanto riguarda i 23 miliardi disponibili, di ‘linea di galleggiamento’. Serve molto, molto, molto di più”.

Protagonista però del passaggio del Ministro Fioramonti con i giornalisti, svoltosi in luogo della prevista più lunga conferenza stampa, più che il programma dei lavori del vertice è stata ancora una volta la vicenda OGS, con un acceso scambio di battute proprio tra l’ex presidente di OGS stesso, Maria Cristina Pedicchio, e Fioramonti, in merito alla questione relativa al futuro dell’ente. “Noi vogliamo”, ha spiegato Fioramonti rispondendo alle domande dei giornalisti, “agevolare il coordinamento e anche la messa a sistema di alcune infrastrutture. Rischiamo il paradosso: un istituto, da solo, se non fa squadra, potrebbe riuscire a non finanziare alcune delle sue ricerche. Abbiamo proposto un’attività di coordinamento, dove magari l’OGS possa svolgere anche un ruolo centrale. Da questa proposta è scaturito un dibattito sul nulla. Abbiamo già chiarito alcune settimane fa incontrando la direzione dell’OGS a Roma; da quello che ho capito, c’è stata anche un’incomprensione interna all’istituto”. Affermazione alla quale è seguita però un’immediata puntualizzazione di Pedicchio, chiamata in causa: “Il Ministro non ha le informazioni giuste”. L’ex presidente di OGS ha tenuto a precisare come forse non fosse pervenuto agli uffici ministeriali il quadro completo sulle attività dell’Ente che permettesse di valutare la situazione nella sua interezza, in particolare a quanto tutta l’attività di ricerca dell’istituto sia da sempre interdisciplinare intorno al tema mare, e che quindi anche solo un’ipotesi di accorpamento rischiasse di comprometterne la capacità di azione e di progettualità. “C’è stata un’incomprensione tra la ex presidente e i membri del consiglio di amministrazione”, ha puntualizzato in risposta il Ministro con riferimento ai comunicati stampa pervenuti a Roma: “I membri del consiglio di amministrazione di OGS prendevano le distanze dall’ex presidente. Vorrei chiudere questa questione”.

[r.s.][foto: Trieste All News]