Accessibilità per tutti: presentata la ‘Carta di Trieste’

03.12.2019 – 12.15 – La Carta di Trieste presentata in questi giorni all’Ospedale di Cattinara mira all’accessibilità per tutti, all’intelligenza artificiale in sanità e alle innovazioni tecnologiche per l’assistenza socio-sanitaria senza barriere e senza confini.
Nella riorganizzazione del sistema pubblico per garantire la qualità della risposta, Asuits partecipa insieme ad altri partner ad un’iniziativa inter-istituzionale e multidisciplinare denomitata ‘Accessibility for All’– Accessibilità per tutti, collegata a vari programmi di invecchiamento sano e attivo e con le altre progettualità messe in campo per dare risposta alle condizioni di fragilità.

La Carta di Trieste nasce con l’obiettivo di superare le barriere e le frontiere negli ambienti di cura e di vita con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle innovazioni tecnologiche.
Scienziati, ricercatori, medici, operatori socio-sanitari, si sono incontrati per approfondire e
governare gli effetti delle trasformazioni digitali nel settore socio-sanitario a vantaggio delle
persone e per condividere linee di indirizzo delle politiche di superamento delle patologie
invalidanti, delle disabilità fisiche e mentali e delle barriere architettoniche, tramite l’ottimale utilizzo delle tecnologie più avanzate al fine di metterle a disposizione delle persone con disabilità e non solo, nei luoghi di cura e negli ambienti di vita e di lavoro.
Ognuno di noi può sperimentare nel corso della propria vita una condizione di disabilità in
relazione a problemi di salute duraturi, o quali conseguenze, più o meno permanenti.
Anche l’indisponibilità di risorse, comprese le tecnologie, va considerata una “barriera”, a tal fine si vuole garantire l’accessibilità ai servizi con la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, per erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie o configurazioni particolari.

La Carta di Trieste, quindi, vuole andare oltre le barriere e continuare a sviluppare la Telemedicina e le altre soluzioni di ICT capaci di trasmettere a distanza informazioni fondamentali, di carattere sanitario, per connettere sempre più la persona con cronicità, pluri-patologie e disabilità, in particolare presso la propria abitazione, al network di assistenza domiciliare e dei percorsi di cura, gestiti dal servizio sanitario e dagli Enti locali, con la finalità della continuità delle cure e dell’assistenza.
Una politica adeguata per una persona disabile favorisce una migliore qualità della vita per tutte le persone in generale.
Questo, di conseguenza, dà vita ad una “politica sistemica”, ovvero una strategia inter-istituzionale e multidisciplinare, che comprende la pianificazione accessibile, la Domotica, la domiciliarietà innovativa e l’invecchiamento sano e attivo.
Tutte le Autorità locali sono state, pertanto, invitate a investire risorse e a pianificare, governare e incentivare lo sviluppo di efficaci servizi sanitari e socio-assistenziali che utilizzino in modo adeguato e scientificamente valido le ICT.
E’ necessario che tale impegno sia largamente condiviso e praticato per raggiungere l’obiettivo collettivo di Zero Barriere e Zero disabilità nel 2030.

Michela Porta