“Racconti Bonsai”, dal Noir al Thriller con il triestino Alessandro Gargottich

12.11.2019 – 12.26 – “Si stava ormai abituando al rumore del badile che penetrava nel terreno secco. Era arrivato lì a piedi, lasciando la macchina a bordo strada, dietro a dei cassonetti per l’immondizia, portando con sé solo la pala, la torcia e i suoi cupi pensieri”. Chi sta scavando, dove e perché? Che cosa succede, si tratterà d’orrore e morte o semplicemente di un noioso lavoro di manutenzione?

La via migliore per scoprirlo e per viaggiare con la fantasia, riprendendo un po’ l’abitudine alla lettura delle lettere stampate su carta dopo aver lasciato il telefono nella tasca della giacca e la giacca ben lontana dalla poltrona, è quella di immergersi nella lettura di “Racconti Bonsai”, raccolta di storie brevi, diciassette per l’esattezza, dello scrittore triestino Alessandro Gargottich. Non nuovo ai viaggi dell’immaginario, sempre bene accolti dai lettori. “Racconti Bonsai” ci prende per mano e ci fa camminare, quasi come se fossimo al cinema e vedessimo le immagini su uno schermo, fra il Thriller e il Noir, fino a sconfinare nell’Horror a cui non manca un pizzico d’ironia, perché prendersi troppo sul serio è sempre rischioso. Almeno tanto quanto le situazioni del libro. Da leggere tutto d’un fiato, fino alla sensazione finale di stupore. Provare per credere.

[r.s.][foto di un lettore, dal Monte Nevoso]