Portualità, Nicoli (FI): “Investire su infrastrutture portuali di Monfalcone e Trieste”

30.11.2019 – 09.15 – Cambiamenti di gestione e prospettive del sistema portuale e retroportuale di Monfalcone e Trieste: per il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giuseppe Nicoli, “è evidente che ci sono ancora molte teorie di auspicio sulle possibilità di sviluppo, che spero non restino tali e a breve si tramutino davvero in concrete opportunità, perché le aree portuali e retroportuali necessitano con urgenza di investimenti infrastrutturali importanti”. Nicoli lo ha detto all’assessore regionale alle infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, che ha risposto a un’interrogazione del forzista circa dettagli e prospettive di sviluppo derivanti dall’acquisizione, da parte dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, dell’Azienda speciale per il porto di Monfalcone (di proprietà della Camera di commercio di Gorizia-Trieste). Un’operazione da circa 15 milioni di euro che comporta il passaggio della gestione delle aree portuali monfalconesi.

Martedì 3 dicembre alle 9, nella IV commissione consiliare permanente, sarà presentata la bozza d’intesa tra Regione e Autorità di sistema per il subentro nella gestione delle attività del porto di Monfalcone.

Dopo le risposte dell’assessore a Nicoli, quest’ultimo ha replicato: “Il porto di Monfalcone ha valenza nazionale e internazionale. Faccio notare all’assessore che l’escavo di approfondimento del canale di accesso al porto è diventato maggiorenne, in quanto è atteso da 19 anni. Le opere marittime ormai fanno riferimento allo Stato: la speranza è che gli investimenti annunciati, al momento teorici, diventino concreti per i porti e retroporti di Monfalcone e Trieste, a favore dell’operatività delle relative aziende”.
Nicoli rimarca che “la Regione non può abdicare al suo ruolo di programmazione e pianificazione dello sviluppo dell’area portuale e retroportuale di Trieste e Monfalcone, relegandosi a una posizione di totale subalternità nei confronti dello Stato, rappresentato dall’Autorità di sistema. È in gioco la specialità della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Rispetto alle ultime azioni intraprese il Consiglio Regionale non è stato coinvolto, nonostante le decisioni siano impattanti su territorio e popolazione. Anche l’operazione in corso – aggiunge Nicoli – di unificazione dei Consorzi di sviluppo economico del Monfalconese, di Gorizia (Csia) e dell’Area giuliana (Coselag) non deve portare a una perdita di sovranità regionale a favore del centralismo romano.

“Oltre a vigilare sulla questione, sto lavorando a una riforma dei consorzi di sviluppo economico locale. Le potenzialità di infrastrutture, logistica, porti, retroporti e aree devono restare a disposizione per la crescita dell’intero Friuli Venezia Giulia”.

[c.s.]